Roma, 12 giu – Morta una quercia se ne regala un’altra. Il giardiniere tenace Emmanuel Macron, dopo il triste annuncio della prematura dipartita dell’albero di lunga vita donato a Donald Trump, non si è fatto stravolgere dal dolore. Il coriaceo presidente transalpino ha così pensato che si può perdere una battaglia, ma la guerra nel nome del sempreverde bene si deve vincere a ogni costo. Quindi il profondo legame di amicizia che lega Francia e Stati Uniti va rinsaldato al più presto.

Il bell’arbusto non ce l’ha fatta? Nessun problema, ha pensato Macron, “gliene manderò un’altra”. Il presidente francese ha così deciso di spedire al presidente americano una nuova quercia da piantare sempre nel giardino della Casa Bianca, con l’auspicio che stavolta non si verifichi l’ennesimo gelo tra le due nazioni e la pianta non finisca morta stecchita in meno di un anno come la collega che l’ha preceduta. Il capo dell’Eliseo, intervistato dalla tv svizzera RTS, ha risposto alla domanda sulla prematura scomparsa della quercia piantata lo scorso anno: “Il simbolo era quello di piantarla insieme. E’ stata sfortunata, non ha sopravvissuto dopo essere stata sottoposta a un regime un po’ duro”, ha detto Macron.

Simboli e sfortuna

Fugato ogni dubbio, nessun complotto dell’ozono, niente riscaldamento globale, scordatevi un brutto scherzo dei savi di Kyoto, la pianta ha subito l’eccessivo rigore che vige dalle parti di Washington. Ci si è messa poi la dea bendata, a giocare un brutto scherzo. La quarantena fitosanitaria, imposta all’epoca dell’impianto in base alle norme doganali statunitensi sulle piante importate è stato però il boia principale. “Ma – ha sottolineato Macron – non bisogna vedere simboli là dove non ve ne sono“. Proviamo a rileggere per intero le dichiarazioni del giardiniere tenace… non aveva detto, proprio lui, che si trattava di un simbolo? Malocchio ci cova.

Eugenio Palazzini

Commenti

commenti

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here