Roma, 4 feb – Parola d’ordine: multilateralismo. Evocato e invocato da tutti, europei e americani compresi, per Russia e Cina è un termine essenzialmente da contrappore all’unilateralismo Usa. La questione a dirla tutta è atavica, controversa e da affrontare in modo meno semplicistico. Adesso però è necessario attenersi a quanto emerso dal cruciale incontro – anche rispetto alla crisi Ucraina che ci riguarda da vicino – tra Vladimir Putin e Xi Jinping.

Cosa si sono detti Putin e Xi Jinping

“Attraverso sforzi congiunti”, ha dichiarato il presidente cinese citato dall’agenzia russa Ria Novosti, Pechino e Mosca “attuano il vero multilateralismo, sostengono un vero spirito democratico, fungono da pilastro affidabile per radunare il mondo nel superare le crisi e difendere l’uguaglianza”. Durante i colloqui con il suo omologo cinese, Putin ha annunciato un nuovo contratto con Pechino. “Le nostre compagnie petrolifere hanno preparato delle nuove soluzioni molto buone per le forniture di idrocarburi verso la Repubblica popolare cinese, e anche nell’industria del gas è stato fatto un passo in avanti: mi riferisco al nuovo contratto per la fornitura di gas in Cina dall’estremo oriente russo di dieci miliardi di metri cubi“, ha detto il leader russo.

Un incontro che allontana i venti di guerra

In questa fase è indubbiamente fondamentale per Mosca differenziare e al contempo aumentare le forniture di gas, anche per prevenire eventuali piani alternativi degli Stati Uniti, escogitati all’uopo per spingere l’Europa in altre direzioni. Una Russia meno interessata a premere sull’Ue, se non congela del tutto i venti di guerra, quantomeno allenta la tensione creatasi nelle ultime settimane. Sempre in ottica Ucraina è interessante poi soffermarsi sulla dichiarazione congiunta di Xi Jinping e Putin. La premessa è pressoché scontata: denuncia l’influenza statunitense giudicata “destabilizzatrice” sia in Europa che in Asia. Non è la prima volta che Cina e Russia rimarcano all’unisono questo aspetto, ma stavolta c’è di più. Per un motivo su tutti: la prospettiva globale del rinnovato fronte russo-cinese.

Ora l’Europa può essere altro

I due leader si dicono preoccupati per la creazione di Aukus, ovvero l’alleanza militare tra Stati Uniti, Gran Bretagna e Australia. Un patto trilaterale che a loro avviso è segno di una “influenza negativa per la pace e la stabilità nell’indo-pacifico”. Di per sé nulla a che vedere con la crisi Ucraina, se volessimo incautamente ragionare per compartimenti stagni. Ma nel documento firmato dai due presidenti si sottolinea anche la ferma opposizione a un’eventuale futura espansione della Nato in Europa. Non è emerso insomma alcun attacco ai Paesi Ue. Tra le righe si può leggere semmai un avvertimento: restate fuori dal braccio di ferro, poiché nel futuro multilaterale sarete voi gli arbitri dello scontro potenziale. Adesso però serve l’implicita risposta di un’Europa matura. E’ ora di andare oltre la contrapposizione, superando sia il vecchio atlantismo che le nuove fascinazioni orientaliste. Essere altro, porsi sopra e non di lato, essere Europa.

Eugenio Palazzini

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1 commento

  1. Ancora una volta all’Europa viene data la possibilità di essere arbitra delle sorti del mondo e non vassalla degli Stati Uniti. Speriamo che il messaggio di Russia e Cina venga recepito dal vecchio continente

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