Roma, 4 feb – “Salvini chiarisca se sta con noi o con la sinistra“: Giorgia Meloni incalza il leader della Lega dopo lo strappo sul Quirinale. “Questo lo vedremo, non sono questioni personali. Sono questioni politiche“. Così ai microfoni di Radio 24 la leader di Fratelli d’Italia rispondendo alla domanda se è possibile ricostruire i rapporti con Salvini. Ma la Meloni ribadisce che il Carroccio è al governo e vota i dl in Aula, insieme al Pd. Provvedimenti che secondo la leader di FdI sono assolutamente “fuori misura”.

Meloni: “Salvini chiarisca se sta con noi o con la sinistra”

“Credo che vada chiarito questo punto: cosa si preferisce tra stare nel campo del centrodestra costi quel che costi o preferire l’alleanza di governo col centrosinistra se non conviene quella col centrodestra?“, così la Meloni si rivolge al leader della Lega. Quindi ribadisce: “Credo che questa risposta va data, ma non da me. Io ho sempre dimostrato quel che preferisco. Al governo con Pd e 5 Stelle non ci vado. La legge elettorale del Pd non la voto. Altri fanno altre scelte e sono altri che devono fare chiarezza“, sottolinea la Meloni rivolgendosi indirettamente sempre al leader della Lega. “E’ una questione di rispetto per gli elettori di centrodestra – fa presente -. Per poi non ritrovarsi al governo con il Pd”.

La leader di FdI: “Il decreto in Aula la Lega lo vota o non lo vota? Alla fine vince sempre Speranza”

In merito allo strappo della Lega in Cm sul dl sulla scuola, la Meloni fa presente di aver condiviso la scelta di non votare il decreto. “Ma il punto è che alla fine vince sempre Speranza. Per cui quando arriva in Aula, il decreto, la Lega che fa? Lo vota o non lo vota? Su questa cosa credo che si debba fare chiarezza”, sottolinea la leader dell’unico partito di opposizione. “Le norme varate dal governo, accusa, sono “cose mostruose” e “fuori misura, senza alcuna evidenza scientifica”.

“Mattarella? Ho condiviso alcuni passaggi”

Poi la presidente di FdI commenta il discorso di insediamento di ieri del presidente della Repubblica, rivendicando che il suo partito è l’unico che non ha votato per il Mattarella bis. “Ho condiviso alcuni passaggi, ad esempio quelli sulle correnti nella magistratura – afferma -. Quelli nei quali bacchettava il governo Draghi perché si considera evidentemente al di sopra delle regole della democrazia parlamentare e continua a mortificare il Parlamento, con record di decreti, decreti in cui viene infilato di tutto e tempi compressi”. “Prima dell’ultima manovra avevo inviato, su questo, una lettera a Mattarella, il Presidente non mi aveva risposto. Considero quella di ieri una risposta – afferma la Meloni – e mi aspetto che, in coerenza con quanto detto ieri, ci sia un passo significativo nella sua attività“.

E in generale sul discorso la Meloni fa presente che in qualche modo Mattarella mostra una volontà di discontinuità. “Mi pare che se uno avesse chiuso gli occhi, avrebbe trovato un presidente della Repubblica in perfetta discontinuità con quello precedente, solo che quello precedente era sempre Mattarella”.

Adolfo Spezzaferro

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