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IsisStoccolma, 18 ott – Sventolare la bandiera dell’Isis non può essere considerato incitamento all’odio razziale perché tecnicamente “lo Stato Islamico odia tutti, ad eccezione degli appartenenti allo Stato Islamico stesso”. E’ questa la motivazione paradossale che ha spinto un giudice svedese a dichiarare legale l’esposizione della bandiera dell’Isis nella nazione scandinava. Dunque nessuna discriminazione in atto se la tua azione si rivolge contro tutti quelli che non appartengono alla tua formazione, nessuno escluso.

Se l’è cavata così un 23enne di Laholm, cittadina del sud della Svezia, contro il quale nel marzo scorso era stato avviato un procedimento penale, dopo che sul suo profilo Facebook aveva postato un’immagine in cui esibiva la bandiera dello Stato Islamico. L’accusa nei suoi confronti dell’uomo di origine siriana era quella di “incitamento all’odio razziale”. Lui dal canto suo ha negato tutte le accuse, affermando di non essere un sostenitore dell’Isis e che in realtà quella bandiera rappresenta l’Islam da centinaia di anni e solo negli ultimi tempi è stata associata allo Stato Islamico.

Nel prendere la decisione di non procedere penalmente, il procuratore Gisela Sjovall, ha proposto un paragone con la svastica nazista, sostenendo che se questa rappresenta un’offesa per le minoranze etniche della Svezia e chi la esibisce incorre nel reato di incitamento all’odio razziale, lo stesso non può valere per la bandiera nera dell’Isis, perché come detto si tratta di un odio “generalizzato” e non “discriminatorio”. Per l’ennesima volta i paesi scandinavi e la Svezia in particolare si mostrano all’avanguardia sul piano dell’autolesionismo. La repressione che colpisce i movimenti identitari o che viene applicata per ogni impercettibile avvisaglia di sessismo e omofobia, non si applica quando si tratta degli ultimi arrivati. Anche a costo di incorrere in paradossi logici e giuridici.

Davide Di Stefano

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2 Commenti

  1. Non è vero che la bandiera è stata usata per centinaia d’anni nel mondo islamico, non foss’altro perchè c’ha la professione di fede scritta invertita.È come se i cristiani andassero in giro con la croce rovesciata professandosi integralisti.Ste cose in occidente non si fanno notare…

  2. Personalmente mi trovo d’accordo con la dichiarazione di legalità espressa dal giudice svedese. Se non altro non è in contraddizione con il pluridecennale riconoscimento dello stato di Israele da parte delle nazioni occidentali che si fonda essenzialmente sullo stesso postulato: lo stato etnico-tribale per tutti coloro che sono accreditati di discendenza ebraica e correlativa espulsione per tutti coloro che non rientrano in quella etnia/religione. Non a caso anche i primi sionisti ricorsero alla violenza per espellere indistintamente chi, risiedendo in quei luoghi da generazioni, si opponeva al piano di espulsione.
    STATO EBRAICO = STATO ISLAMICO.
    Se accetti l’uno devi accettare anche l’altro.

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