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Bruxelles, 15 lug. – E’ guerra aperta tra Ue da una parte e Polonia e Ungheria dall’altra sul fronte della lobby Lgbt: Bruxelles ha avviato la procedura d’infrazione per il presunto mancato rispetto dei diritti Lgbtiq contro i due Stati membri.



Lobby Lgbt: scattata procedura infrazione Ue contro Ungheria e Polonia

Sull’Ungheria, i casi nel mirino della Ue includono la legge di recente adozione, che in particolare vieta o limita l’accesso a contenuti che promuovono o ritraggono la cosiddetta “divergenza dall’identità personale corrispondente al sesso alla nascita, al cambio di sesso o all’omosessualità” per i minori di 18 anni. Nonché un disclaimer imposto a un libro per bambini con contenuti Lgbtiq. In relazione alla Polonia, la Commissione ritiene invece che le autorità polacche non abbiano risposto in modo completo e appropriato alla indagine Ue sulla natura e l’impatto delle cosiddette risoluzioni sulle “zone Lbgt free” adottate da diverse regioni e comuni polacchi.

Il testo delle procedure d’infrazione di Bruxelles

Se andiamo a leggere sul sito della Commissione Ue, scopriamo che nella dicitura ufficiale Bruxelles parla di “procedure di infrazione nei confronti dell’Ungheria e della Polonia per questioni legate all’uguaglianza e alla protezione dei diritti fondamentali“. “I 2 Stati membri dispongono ora di 2 mesi per rispondere ai rilievi espressi dalla Commissione, trascorsi i quali quest’ultima potrà decidere di inviare pareri motivati e successivamente deferire i casi alla Corte di giustizia della Ue“. “L’uguaglianza e il rispetto della dignità e dei diritti umani sono valori fondamentali dell’Ue, sanciti dall’articolo 2 del trattato dell’Unione europea. La Commissione utilizzerà tutti gli strumenti a sua disposizione per difendere questi valori“, avverte l’esecutivo Ue guidato dalla von der Leyen.

Lo scontro è politico

La posizione della Ue è sfacciatamente dalla parte di una lobby che seppur potente rappresenta comunque una esigua minoranza e punta a imporre l’ideologia gender anche nelle scuole. In questo disegno è coperta da tanto di piano strategico quinquennale in difesa degli Lgbt della Commissione. Ragion per cui (e non è la sola) nei giorni scorsi 16 partiti di Paesi Ue non allineati al diktat di Bruxelles hanno presentato la “Carta dei valori europei”. Tra i firmatari il partito di Orban Fidesz per quanto riguarda l’Ungheria e Pis-Diritto e giustizia per quanto riguarda la Polonia. In Italia a sottoscrivere la carta sono stati Lega e FdI.

Ma Polonia e Ungheria non mollano

Tornando alle procedure d’infrazione, i governi polacco e ungherese hanno già reso noto che non intendono tornare sui loro passi, ritenendo doveroso fare gli interessi dei loro cittadini più che obbedire a Bruxelles. Uno scontro politico, dunque, quello tra Bruxelles e Polonia e Ungheria. Scontro in cui i diritti fondamentali – quelli veri – vengono conculcati in favore della lobby Lgbt.

Ludovica Colli



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