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Green pass, perché in Italia il “modello Macron” non è adottabile prima di settembre

by Alessandro Della Guglia
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Green pass settembre, Macron

Roma, 15 lug – Macron è forse il leader politico europeo meno apprezzato dai cittadini. Non serve mettere mano ai risultati delle elezioni regionali francesi, per molti versi poco attendibili in tal senso, per comprenderlo. Eppure adesso in Italia si moltiplicano le voci di coloro che invocano il Green pass sul “modello Macron”. Come ormai noto a tutti in Francia la nuova stretta voluta dal governo, e in particolare dal presidente transalpino, rende obbligatorio il Certificato Digitale Covid per quasi tutte le attività extra casalinghe. Accedere a ristoranti, cinema, teatri, bar e mezzi di trasporto sarà insomma possibile soltanto se dotati del pass vaccinale.

Green pass alla francese, o all’italiana

Un provvedimento che in Italia ha ricevuto il plauso di molti esponenti dell’attuale esecutivo e pure del commissario Figliuolo. Quest’ultimo ne ha subito invocato l’adozione, vedendolo come strumento eccezionale per convincere “gli irriducibili del vaccino”. Essendo “la vaccinazione una delle chiavi per il ritorno alla normalità”, secondo Figliuolo “utilizzare il Green Pass per l’accesso a una serie di servizi potrebbe essere una buona soluzione”. E’ davvero così? E soprattutto, a prescindere dalle sacrosante considerazioni sulla legittimità costituzionale e sulla volontà malcelata di realizzare un ipercontrollo raggelante, in Italia il “modello Macron” è applicabile?

Inutile girarci troppo intorno: se Draghi vuole, lo impone. Difficilmente qualcuno nella maggioranza si metterà davvero di traverso. Al massimo potrà spuntare qualche modifica per rendere il tutto meno restrittivo. Ed è questa la partita che sembra voler giocare, ad esempio, la Lega.

Leggi anche: Green pass anti-assembramenti, si studia modello all’italiana

Ecco perché il modello Macron non è contemplabile (per ora)

A quasi tutti sta però sfuggendo un dettaglio: in Francia ci sono a disposizione milioni di dosi di vaccino, in Italia no. Come sottolinea Repubblica, non certo contraria all’introduzione del Green pass obbligatorio, in Italia “i vaccini disponibili da adesso a Ferragosto sono quasi tutti già prenotati”. Di conseguenza appare molto difficile “far partire prima la misura visto che chi fosse intenzionato a rispettarla non potrebbe farlo perché non troverebbe un posto libero per la somministrazione”.

Detta altrimenti: prima di settembre il provvedimento “alla francese” è improbabile, perché abbiamo pochissimi vaccini a disposizione. Poche consegne Pfizer, utilizzo ridottissimo di AstraZeneca e Johnson & Johnson. Oltretutto, stando a quanto sottolineato da La Stampa, seguire il “modello Macron” dalle nostre parti non porterebbe una corsa al vaccino. Difatti appena il 10% dei non vaccinati sarebbe spinto improvvisamente alla somministrazione. Il 53% dei non vaccinati rinuncerebbe addirittura alle uscite pur di evitare la somministrazione. Se consideriamo poi che allo stato attuale in Italia sono più o meno 20 milioni i cittadini non vaccinati, ovvero che non hanno ricevuto neppure una dose, risulta chimerica la stretta invocata da più parti. A meno che non si voglia affossare definitivamente l’economia italiana, si intende.

Alessandro Della Guglia

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3 comments

Le perle di saggezza di Fry® 15 Luglio 2021 - 4:01

Be’, è proprio quello l’intento (oltre ad imporre definitivamente la dittatura sanitaria): annichilire l’economia italiana.

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"Chi è contro il green pass è contro le riaperture". Bassetti fa impallidire pure Speranza | Il Primato Nazionale 15 Luglio 2021 - 4:04

[…] Green pass, perché in Italia il “modello Macron” non è adottabile… […]

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Green pass, verso l'obbligo per gli insegnanti. Martedì la cabina di regia | Il Primato Nazionale 16 Luglio 2021 - 9:19

[…] Green pass, perché in Italia il “modello Macron” non è adottabile… […]

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