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Londra, 20 mar – Dov’è finita la cara vecchia Londra, patria del liberalismo e della democrazia moderna? Chissà, forse non è mai esistita, ma la narrazione dominante è così che ce la dipingeva. Ora, invece, è caduta definitivamente la maschera: in ben tre occasioni, nel giro di pochi giorni, la capitale britannica ha censurato, arrestato ed espulso degli identitari che dovevano tenere delle conferenze sulle sponde del Tamigi. All’inizio è toccato a Martin Sellner, leader del movimento identitario austriaco, e alla sua compagna americana Brittany Pettibone, esponente dell’Alt-right statunitense. Sellner e la Pettibone sono stati addirittura tratti in arresto all’aeroporto di Luton e poi espulsi il giorno successivo. Motivo? Dovevano tenere una conferenza. In pratica, volevano esercitare il loro di diritto di parola.
In un secondo momento è stata la volta della giovane giornalista canadese Lauren Southern, anche lei orbitante nella folta galassia della destra alternativa d’Oltreoceano. Fermata a Calais, alla Southern è stato interdetto l’accesso nel Regno Unito. Da ultimo si è visto respinto anche Lutz Bachmann, il portavoce di Pegida, movimento di protesta contro l’islamizzazione della Germania che ha avuto un grande successo a Dresda e nei territori dell’ex Ddr. Anche lui è stato bloccato all’aeroporto di Stansted e poi cacciato dalla Gran Bretagna. Tutti loro avevano intenzione di parlare al celeberrimo Speakers’ Corner di Hyde Park, ossia la tribuna in cui chiunque può esprimere liberamente le sue opinioni senza timore di essere censurato dalle autorità. Dall’angolo di Hyde Park hanno parlato, tra i tanti, anche Marx e Lenin. Ma, a quanto pare, la regola non vale per gli identitari.
Queste misure repressive e inquisitorie dovrebbero suonare inaudite alle orecchie di un autentico liberale. Al contrario abbiamo dovuto assistere a un grottesco contributo dell’altrimenti paludato Corriere della Sera, che si è speso in uno sperticato elogio della «Londra multietnica» che «non fa sconti agli estremisti xenofobi». Sembra di sognare e invece è realtà. Ma lasciamo la parola Luigi Ippolito: «Si potrebbe obiettare che Londra ha paura della libera circolazione delle idee, per quanto controverse possano essere. Ma il cuore del problema è la natura della società britannica: che è multietnica e multiculturale. Qui i neri o gli islamici non sono “gli altri”, ma parte costitutiva del tessuto sociale: discorsi razzisti o islamofobi vanno dunque a minare le stesse basi della convivenza civile. E dunque non è un caso che le autorità britanniche considerino l’estrema destra una minaccia pari al terrorismo jihadista e come tale la affrontino: ci vedono un attacco ai valori fondanti della nazione».
Sorvolando sull’equiparazione tra identitari e jihadisti, che non sta proprio in piedi, è interessante notare come Ippolito si sforzi a fornire un’interpretazione che fa a pugni con la realtà, per salvare capre e cavoli (cioè il multiculturalismo). L’Inghilterra infatti, al pari di Francia, Belgio e Stati Uniti, è ormai diventata un Paese attraversato da conflitti etnici e popolato da quartieri-ghetto che hanno scosso, e forse compromesso, la pace sociale. Il disagio popolare degli autoctoni, non a caso, sta aumentando sempre più. È solo alla luce di questo disagio montante che si possono leggere le misure repressive e illiberali di Londra, come la chiusura di Britain First, la pagina Facebook dei nazionalisti britannici, o l’espulsione degli identitari europei e nordamericani. La xenofobia, infatti, non è la causa – come vorrebbe farci credere Ippolito – bensì il pretesto di questa odiosa censura. Ed è veramente deprimente vedere un quotidiano come il Corriere, che si spaccia per neutrale e “liberale”, tessere le lodi dell’intolleranza ideologica e della repressione delle idee.
Valerio Benedetti

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4 Commenti

  1. Forse tra un po’ il corriere della sera avrà un direttore di famiglia pakistana musulmana , come il sindaco di londra, cosi’ potrà incrementare la lotta per una società apolide, senza identità,senza famiglia, piena di sodomiti isterici e con cultura frutta mista un pò di tutto

  2. …corriere della ”serva”, radio 24h di ”magnaindustria”……sono tutti della stessa razza bastarda…

  3. Ma il “Corriere delle Balle” è quello che diceva che i votanti per la Brexit erano solo ignoranti, campagnoli e vecchi e invece conti alla mano erano solo mega balle, come loro solito!!!
    Nel settembre 2016 a 15 anni dall’11 Settembre il “Corriere delle Balle” titolava ancora a caratteri cubitali “Siamo tutti americani” nonostante la versione ufficiale dell’11 settembre ha sempre fatto puzza di bruciato, a maggior ragione dopo 15 anni che si sono scoperte delle cose importanti che fanno a pezzi la versione ufficiale dell’11 settembre!!
    Ma basta dire che come vicedirettore hanno uno come Severgnini che non è altro che un ciarlatano tuttologo della peggiore specie e come direttore uno laureato in materie umanistiche che non capisce un ca…. di economia e pretende di dare lezioni di macroeconomia, insomma, il “Corriere delle Balle” è solo uno strumento della propaganda pro Euro, pro UE, pro Nato e pro Globalizzazione Selvaggia, sono solo dei falsari e ciarlatani della peggiore specie, la versione cartacea non è neanche buona per incartare il pesce!!!
    Cordiali saluti.
    Fabrice
    PS la gente britannica autoctona in UK ha votato Brexit anche perchè arcistufa dell’immigrazione selvaggia imposta loro dalla UE ma le zucche vuote in mala fede del “Corriere delle Balle” fin dall’inizio hanno fatto propaganda contro la Brexit e quindi un loro commento del genere di cui sopra è coerente con la loro linea editoriale di propaganda pro Euro, pro UE, pro Nato e pro Globalizzazione Selvaggia!!
    Insomma, dei servi del potere e traditori del popolo italiano!!

  4. Da segnalare col pennarello rosso anche il fatto che in UK un movimento antifascista chiamato “Hope Not Hate” e finanziato da Soros sta facendo una massiccia campagna per impedire la vendita di libri dei cosiddetti “Negazionisti dell’Olocausto” secondo la vulgata corrente e per impedire anche la vendita di libri che secondo la vulgata corrente hanno contenuti razzisti e a quanto pare le principali librerie britanniche online si stano subito adeguando e si cospargono anche il capo di cenere…!!
    Ecco qua la versione completa dei fatti nella versione originale in inglese:
    “Booksellers remove racist and Holocaust denial titles from their websites”
    http://www.thetruthseeker.co.uk/?p=167589
    Cordiali saluti.
    Fabrice

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