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Roma, 20 mar – Uno scandalo inutile. Di quelli che tanto piacciono alla sinistra antifascista. Ci riferiamo alla mancata deposizione di una stele dedicata alle migliaia di paracadutisti tedeschi caduti nella battaglia di Montecassino del 1944. La scritta sul monumento, a forma di paracadute, avrebbe dovuto recitare: «A memoria e monito e in ricordo delle vite stroncate dall’assurdità e dalla violenza della guerra». Solo questo.
Immediate le proteste dell’immancabile associazione nazionale partigiani. “Quello che sta accadendo a Cassino è una cosa gravissima, uno sfregio alla guerra di liberazione” aveva urlato tale Fabrizio De Sanctis, presidente dell’Associazione nazionale partigiani di Roma. Detto fatto. Manifestazione annullata nonostante i chiarimenti forniti da Pino Valente, Presidente dell’Associazione Albergatori Parco di Montecassino e Linea Gustav, e Roberto Molle, Presidente dell’Associazione Battaglia di Cassino: “L’iniziativa – avevano spiegato – è assolutamente scevra da qualsivoglia significato politico”.
La stele doveva essere scoperta lungo via Di Biasio, alle pendici di Montecassino, in onore della Prima Divisione paracadutisti tedesca, che vi trovò rifugio durante i bombardamenti del marzo 1944 nella grotta lunga oltre 80 metri e alta 3. Il mancato collocamento del monumento ha causato imbarazzo tra i vertici militari italiani ed europei.
Tanto che il Generale della Folgore Marco Bertolini, presidente dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia si è sentito in dovere di prendere carta e penna e scrivere una lettera al ministro della Difesa Roberta Pinotti: “Alcuni giorni fa il Generale di Corpo d’Armata Hans-Werner Fritz, Presidente dell’Associazione paracadutisti tedesca, mi aveva avvertito che stava venendo in Italia con un gruppo di associati per una cerimonia a Cassino in memoria dei valorosi paracadutisti tedeschi che vi caddero durante la Seconda Guerra Mondiale”. Bertolini spiega che con il Generale Fritz si era creato un rapporto di collaborazione a livello europeo, collaborazione che coinvolgeva le operazioni militari che vedono l’Italia e la Germania alleate in scenari di guerra difficili quali l’Afghanistan.

“Successivamente – spiega Bertolini – Hans mi ha mandato una mail comunicandomi laconicamente che c’è stata una crescente pressione sulla questione che ha costretto le autorità italiane a posticipare la celebrazione alla quale l’ANPD avrebbe ovviamente partecipato con una sua rappresentanza”. Bertolini ha dovuto quindi giustificarsi a nome dell’Italia intera e gli ha suggerito di prendere qualche misura per ribadire ai nostri commilitoni tedeschi, ma non solo, che gli appelli alla sbandierata “difesa comune” europea non sono solo vuote parole. E che “non abbiamo dimenticato i doveri che ci derivano dalla nostra appartenenza alla civiltà cristiana, che ha nel culto dei morti, di tutti i morti, e soprattutto dei Caduti, di tutti i Caduti, uno dei suoi più radicati appigli”.
Il Generale Bertolini conclude la lettera chiedendo al Ministro Pinotti: “anche di valutare se un’associazione come l’ANPI, protagonista di questa bella frittata oltre che di tutt’altro che edificanti manifestazioni di carattere virulentemente politico come quelle che ci ha proposto la cronaca degli ultimi mesi, possa essere confusa con le associazioni d’Arma, avendo anzi contributi finanziari dal Suo Ministero che le altre non possono neppure immaginare”.
La battaglia di Montecassino si svolse tra il gennaio e il maggio del 1944 e costo la vita a oltre 30mila uomini. 15.000 i caduti tedeschi.
Pino Martini

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8 Commenti

  1. Le anime belle tipo Zingaretti dimenticano (o fingono di dimenticare) che a Cassino la “liberazione” fu innanzitutto quella “sessuale” al soldo dei francesi che violentarono centinaia, forse migliaia, di donne ciociare e che fu grazie ai tedeschi se un certo numero di opere d’arte e di preziosi documenti antichi si salvò dallo scempio del bombardamento alleato che rase al suolo l’Abbazia di Montecassio. Grazie Dio, per avermi fatto nascere fascista e non testa di cazzo come i parassiti dell’antifascismo. E adesso querelatemi pure.

    • Veramente erano 60 mila le donne, uomini e bambini violentati, anche da tre alla volta nel caso di donne, dalle truppe del generale Juin che dava, d’accordo con altri ufficiali francesi, il diritto di saccheggio per 48-72 ore.La cifra è quella alla base in cui il governo francese pago’ le indennità per queste violenze (in realtà diminui’ la somma dei danni di guerra da pagare da parte nostra) Altre donne violenate non sporsero denuncia per la vergogna e quindi gli episodi avvenuti nella campania, sud del lazio e della toscana possono essere stati dell’ ordine dei centomila!Molteplici donne svilupparono la sifilide e la trasmisero in famiglia, furono ripudiate dai mariti e/o si suicidarono
      E malgrado questo i gruppi francesi oggi si sono comperati pezzi d’Italia tra cui gruppi di alta moda, alimentari, telefonici e per finire anche il Colosseo quadrato a Roma, venduto dal comune dopo una ristrutturazione da 20 milioni di euro ad un gruppo della moda francese!Si tratta del bellissimo edificio quadrato all’ EUR su cui c’è la famosa frase di Mussolini “Italiani popolo di santi, poeti e navigatori”
      E malgrado questo accogliamo a bracce aperte i figli o nipoti di quei marocchini animali nel nostro paese, per permettere ad alcuni di continuare a violentare le nostre donne, come è già successo

  2. il generale Bertolini è una delle poche persone serie, complete e davvero in gamba nel deserto dirigenziale italiano

  3. La sinistra teme la dignità degli altri, non ha mai avuto onore, ha reso l’Italia un paese mollicciio, fatto di leggi froce e sottomissioni.
    Non vedo l’ora siano spazzati via dal nostro territorio anche se i sinistroidi si rimpastano con altra merda e rientrano dalla finestra.

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