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Londra, 24 mag  – La leader del movimento Black Lives Matter Sasha Johnson è in ospedale in condizioni critiche a Londra. La donna è stata colpita ieri con un’arma da fuoco alla testa.

Sangue di Enea Ritter

Per i Black Lives Matter è un agguato

Su Facebook il  gruppo Taking the Initiative di cui fa parte la Johnson sostiene che la donna aveva ricevuto in passato numerose minacce di morte. Queste minacce, però, vengono sminuite dalla Metropolitan Police di Londra. Le indagini preliminari, infatti, non farebbero pensare a un attacco premeditato o ad un agguato.

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Ma la polizia nega fermamente

Secondo la polizia di Londra, l’attivista Black Lives Matter sarebbe stata colpita per errore perché si era trovata vicino al luogo di una sparatoria. In una nota in cui si fa appello ad eventuali testimoni, la Met Police scrive: “I detective del Met’s Specialist Crime Command (Trident) hanno condotto indagini urgenti sulla scena dell’incidente e nell’area circostante per tutto il giorno e stanno seguendo una serie di linee di indagine prioritarie. Si ritiene che la sparatoria sia avvenuta nelle vicinanze di una casa dove si stava svolgendo una festa e che un certo numero di persone possa essere stato nella zona“.

Insomma, le minacce di eventuali “razzisti” o oppositori del movimento Black Lives Matter non c’entrerebbero nulla: “Non c’è nulla che suggerisca che la donna che e’ stata colpita sia stata oggetto di un attacco mirato o che abbia ricevuto minacce credibili contro di lei prima di questo incidente. Gli agenti sono molto desiderosi di sentire da chiunque fosse alla festa e che non ha ancora parlato con la polizia”.

Ilaria Paoletti

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