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Stresa, 24 mag – Nuovi sviluppi nelle indagini sulla tragedia della funivia Stresa-Mottarone: c’è anche il “disastro colposo” tra i reati ipotizzati dalla procura di Verbania che indaga sul disastro in Piemonte in cui ieri hanno perso la vita 14 persone. La nuova ipotesi di reato si aggiunge all’omicidio plurimo colposo e alle lesioni colpose per il bimbo ferito in ospedale, unico superstite. “Le aziende coinvolte sono più d’una“, chiarisce il procuratore di Verbania, Olimpia Bossi. Ma è “presto per parlare di indagati“, precisa subito dopo.

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Tragedia funivia, “sistema frenante non ha funzionato”

Intanto dalle indagini sulla dinamica dell’incidente emerge che “il sistema frenante di sicurezza della funivia non ha funzionato“, spiega il procuratore. “Il cavo era tranciato a terra e il sistema di freni di sicurezza pacificamente non ha funzionato, perché la cabina si sarebbe bloccata. Perché questo si sarebbe verificato è oggetto dell’accertamento che sarà svolto”, spiega la Bossi.

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“Presto per iscrizioni nel registro degli indagati”

Non penso che ci saranno iscrizioni oggi, dobbiamo ancora avere il quadro completo ed esaustivo di tutti i soggetti giuridici che a vario titolo sono interessati alla gestione o alla revisione dell’impianto, stiamo acqui stando tutta la documentazione relativa e sulla base di questa valuteremo”, precisa il procuratore. “Le iscrizioni al registro degli indagati – rimarca la Bossi – verranno quindi effettuate con attenzione perché la fretta non è mai una buona consigliera”.

Tutte le aziende coinvolte nel disastro

Nello specifico, “c’è l’ente proprietario che deve essere ancora chiarito se è tuttora la Regione Piemonte e/o il Comune di Stresa. C’è la società che gestisce l’impianto che è la società Ferrovie del Mottarone. Ci sono le società che hanno effettuato lavori di ristrutturazione dell’impianto che hanno riguardato il biennio 2014-2016. E c’è una società incaricata della revisione annuale (la normativa prevede una revisione annuale), l’ultima ci risulta effettuata nel novembre 2020, circa sei mesi fa”, elenca la Bossi.

“Evitare indagati inutili”

Poi aggiunge: “Stiamo acquisendo i report finali che per legge devono essere trasmessi a un ufficio periferico territoriale del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e anche sulla scorta di quello che emergerà avremo un quadro completo”. “La mia intenzione – conclude il procuratore – è quella di evitare iscrizioni nel registro degli indagati inutili. Ma al tempo stesso senza correre il rischio di ometterne altre in vista del conferimento di incarichi di consulenza che potrebbero essere anche di carattere irripetibile”.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. Sul Giornale in data odierna si titola “usura da lockdown”, non è una ipotesi tanto peregrina. Tanto è che risulta una odierna pericolosa pre-condizione di tanti altri mezzi “volanti”… Come i veri tecnici ben sanno, sarà bene tenerne conto.

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