vladimir_putin_01Roma, 6 feb – Ai tempi della Guerra Fredda fare congetture sullo stato di salute dei leader politico d’oltre-cortina era piuttosto frequente, anche a causa della estrema riservatezza che regnava nel blocco comunista su certi argomenti. Le “rivelazioni” sulla salute di Vladimir Putin che circolano ora negli Usa, invece, sembrano piuttosto bassa propaganda al livello del gossip più triviale.

Uno studio del 2008 condotto da un think tank del Pentagono, di cui sono entrati in possesso alcuni media americani, tra cui la tv Cbs ed il quotidiano Usa Today, rivelerebbe infatti che il il presidente russo sarebbe affetto dalla sindrome di Asperger.

Come noto, con tale nome si indica un disturbo pervasivo dello sviluppo imparentato con l’autismo e che comporta una compromissione delle interazioni sociali ma che, diversamente dall’autismo classico, non implica significativi ritardi nello sviluppo del linguaggio o nello sviluppo cognitivo.

Insomma, una cosa seria e neanche così difficile da individuare. Come hanno fatto, allora, gli americani a produrre la diagnosi? Semplice: si sono basati esclusivamente sull’osservazione di video nei quali compare il presidente russo.

In base a ciò, gli specialisti hanno potuto concludere che “lo sviluppo neurologico del presidente russo è stato interrotto in modo significativo” e che Putin “soffre di un’anomalia neurologica”.

Secondo il rapporto del 2008 preparato dallo Us Naval College di Newport in Rhode Island per il dipartimento della Difesa, il leader del Cremlino potrebbe aver subito “una lesione” mentre era ancora nel grembo della madre.

Ovviamente una diagnosi neurologica basata sulla sola visione di video si commenta da sé. E va rilevato che le stesse caratteristiche dell’azione di governo putiniana costantemente stigmatizzate dai media occidentali – autoritarismo, mancanza di scrupoli, cinismo etc – difficilmente si conciliano con il profilo di una persona che abbia disturbi nell’interazione sociale. La stessa disfunzione sarebbe stata del resto un bell’impedimento anche per la carriera da agente del Kgb, che invece Putin sembra aver svolto con un discreto successo. Per farla corta: si tratta di una bufala. E anche piuttosto grossolana.

Giuliano Lebelli

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