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magazzino 18Trieste, 6 Feb – “Sono venuto a cercare mio padre in una specie di cimitero, tra masserizie abbandonate e mille facce in bianco e nero. Tracce di gente spazzata via da un uragano del destino, quel che rimane di un esodo ora riposa in questo magazzino”. Così canta Simone Cristicchi in “Magazzino 18”, una delle canzoni più commoventi dello spettacolo teatrale omonimo, portato in giro per il mondo negli ultimi due anni dal cantante romano. Ebbene da poco è arrivata la conferma che quello stesso Magazzino 18 anche quest’anno, dopo il successo dello scorso, sarà visitabile a partire dal 16 Febbraio prossimo.

L’iniziativa partita dall’Irci, Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata, coincide con la ricorrenza del 10 Febbraio, giornata del ricordo degli oltre 20.000 italiani barbaramente massacrati e gettati vivi o morti nelle foibe dai partigiani di Tito. E a darne la notizia è lo stesso Cristicchi dalla pagina ufficiale di Facebook.

Il deposito numero 18 presso il Porto Vecchio di Trieste contiene ancora oggi le masserizie abbandonate degli italiani costretti ad abbandonare la propria terra natia: è una ragnatela di sedie, foto ingiallite e senza nomi, lettere, pagelle scolastiche e molto altro. Oggetti ancora vivi nonostante il tempo passato, e capaci di raccontare le vicende di chi è stato troppo facilmente dimenticato per quieto vivere o per interesse.

Grazie all’opera dell’Irci e di chi si fa portavoce di questa vicenda è stato possibile salvare, e offrire l’opportunità di visitare, un luogo tanto importante. Come ricorda Piero Delbello, presidente dell’Irci: “L’anno scorso proprio sull’onda delle spettacolo si erano moltiplicate le richieste per visitare quel posto. Sembrava quasi che tutti si fossero accorti improvvisamente della sua esistenza. Abbiamo così dato vita alle prime visite guidate”.

Ricordiamo che quest’anno le visite saranno effettuate da lunedì 16 a venerdì 20 febbraio, e che per prentarsi e/o chiedere informazioni è necessario inviare una mail all’Irci (irci@iol.it) o contattare il numero 334/3352284. Suggeriamo comunque di anticiparsi, tenendo presente che purtroppo è ancora oggi obbligatorio per gli italiani munirsi delle necessarie autorizzazioni per poter accedere al punto franco.

Nonostante le difficoltà, riteniamo comunque la visita una tappa obbligata per tutti gli italiani ed un segnale per chi, come ricorda Cristicchi, vorrebbe gettassimo nell’oblio la storia della nostra terra: “Quando domani in viaggio arriverai sul mio paese carezzami ti prego il campanile, la chiesa, la mia casetta. Fermati un momentino, soltanto un momento, sopra le tombe del vecchio cimitero e digli ai morti, digli ti prego…che non dimentighemo”.

Davide Trovato

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