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Roma, 3 ago – Che il dittatore nord-coreano sia un personaggio sui generis e avvezzo a gesti che fanno parlare di sé -soprattutto in occidente- lo si sapeva già. Ma stavolta, in realtà, più che di follia, si tratta di un gesto simbolico (si passi il termine visto che sempre di un missile si tratta), di potenza. Un po’ come le schermaglie tra russi e statunitensi durante la guerra fredda. Si, perché il “leader maximo” della Repubblica Popolare Democratica di Corea ha ordinato il lancio di un missile come gesto d’opposizione al dispiegamento di uno scudo antimissile americano nel sud della Corea. Il Tutto, ovviamente, ripreso e filmato in diretta tv, per aumentare la portata propagandistica del gesto. Non si è fatta attendere la risposta di Washington, il dipartimento di Stato ha dichiarato in una nota: “Gli USA pronti a difendersi e a difendere i propri alleati contro ogni attacco o provocazione”. Il primo ministro giapponese Shinzo Abe, ha visto nel lancio del missile un “un atto scandaloso” e “una minaccia seria alla sicurezza del paese”.

Aurelio Pagani

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