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Parigi, 22 giu – “I populisti in Europa sono come la lebbra”. Così si è espresso il presidente francese Emmanuel Macron, additando gli stati che dicono no all’accoglienza indiscriminata degli immigrati. Anche se Macron non parla esplicitamente dell’Italia le sua parole vanno a inasprire lo scontro dei giorni scorsi tra Francia e Italia sulla questione immigrazione.
Concetti, quelli espressi da Macron, che sono stati affermati nel corso di un discorso di un’ora e mezza tenuto nella piazza principale di Quimper, in Bretagna, dal numero uno dell’Eliseo, colui che appena salito al potere è diventato famoso per i respingimenti degli immigrati che tentavano di oltrepassare il confine francese a Ventimiglia.
Macron parla di una “crescente lebbra” in Europa e afferma che essa è rappresentata dal “nazionalismo rinato, la proposta di chiudere i confini”, il diritto d’asilo che “viene tradito” e il fatto che tutti rivendichino di “non poter accogliere tutti”. Nel mirino di Macron, quindi, è finito il governo gialloverde e i suoi tentativi di arginare l’emergenza immigrazione. Intanto, però, oltre a parlare e a insultare, Macron non propone alternative e soluzioni che possano aiutare l’Italia a fronteggiare la situazione. I porti francesi rimangono chiusi e i confini a Ventimiglia e dintorni presidiati. E l’Europa che critica l’Italia non accenna ad abbozzare alcun piano.
Sono parole dure, quelle di Macron, che hanno suscitato l’indignazione italiana. Prima di tutto perché accuse di questo genere non si erano mai sentite tra i governi europei, e poi perché arrivano dopo gli altri insulti gratuiti che sono arrivati da Oltralpe. Parigi ci aveva definiti “cinici e vomitevoli” a proposito della vicenda della nave Aquarius.
A rispondere a Macron è il leader pentastellato Luigi Di Maio, che su twitter rilancia quanto affermato dal presidente francese e aggiunge: “Queste sono le parole che ha pronunciato Macron. Sono offensive e fuori luogo. La vera lebbra è l’ipocrisia di chi respinge gli immigrati a Ventimiglia e vuole farci la morale sul diritto sacrosanto di chiedere una equa ripartizione dei migranti. La solidarietà o è europea o non è”.
Anna Pedri

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3 Commenti

  1. MACRON ORA PUO’ SOLO MANDARCI LE TRUPPE AL CONFINE
    Maurizio Blondet 21 giugno 2018
    Quando un capo di Stato e di governo proclama che nel paese vicino c’è un governo-lebbra, fa dire che è vomitevole, e prima ha detto che “li conosciamo”, esprimendo odio e disgusto intollerabile, non è che la domenica dopo incontra il capo di quel governo a Bruxelles a un pre-vertice UE.
    No. Richiama l’ambasciatore e ammassa truppe a ridosso di Ventimiglia. Macron, con quelle parole deliranti, e irreparabili sul piano diplomatico, ha rotto l’Unione Europea e portato lo stato di guerra. Se ne rende conto? O forse ha ragione lo psichiatra forense Adriano Segatori che un anno fa – con una sicurezza diagnostica che colpiva – lo definì “psicopatico con deliri di onnipotenza, reso tale dal grave abuso sessuale che a 15 anni subì dalla sua insegnante Brigitte (di 24 anni più vecchia di lui)”, ed “altamente pericoloso”.

  2. Il francesino amante del cetriolo dovrebbe tacere e vergognarsi…….. Spara cazzate a ripetizione……… Indegno. Vada in vacanza con la sederona e non rompa la borsa scrotale.

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