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Caracas, 6 ago – È tensione tra Venezuela e Colombia in seguito all’attentato che ha messo a rischio la vita del presidente venezuelano Nicolas Maduro. Il presidente ha accusato la Colombia e l’opposizione di estrema destra venezuelana, alleata a quella colombiana, di essere i responsabili. In un discorso televisivo, ha detto di “non avere alcun dubbio che l’estrema destra e Juan Manuel Santos siano dietro a quello che è accaduto”. “Volevano assassinarmi” ha dichiarato Maduro, mentre il ministro dell’Interno venezuelano, Néstor Reverol, ha reso noto che sono sei i presunti “terroristi” arrestati. Dal canto suo la Colombia rimanda al mittente tutte le accuse.

attentato Maduro
Le guardie del corpo di Maduro difendono il presidente con degli scudi neri

Quello avvenuto alle 17.41 di sabato, quando in Italia erano le 23.41, è solo l’ultimo di una ventina di tentativi falliti di uccidere Maduro, denunciati dallo stesso presidente del Venezuela da quando nel 2013 ha preso il potere dopo la morte di Hugo Chavez. L’attentato è avvenuto a Caracas, mentre Maduro stava pronunciando un discorso di fronte a più di 17mila soldati in occasione di una cerimonia militare per l’81esimo anniversario della creazione della Guardia nazionale. Due droni carichi di esplosivo, poi abbattuti, hanno lanciato alcuni ordigni mentre Maduro stava parlando. Immediatamente le guardie del corpo hanno circondato il presidente con scudi neri per proteggerlo e metterlo in salvo, mentre serpeggiava il caos tra le file della Guardia Nacional bolivariana. Sette militari sono rimasti feriti.
Alcune ore dopo l’attacco è giunta la rivendicazione di un misterioso “Movimento nazionale di soldati in camicia”, che si autodefinisce come un gruppo “di patrioti militari e civili, leali al popolo venezuelano, che cerca di salvare la democrazia in una nazione sotto dittatura“. In una dichiarazione fatta pervenire alla giornalista venezuelana vicina all’opposizione Patricia Poleo, che vive negli Stati Uniti, il Movimento afferma: “È contro l’onore militare tenere al governo coloro che non solo hanno dimenticato la Costituzione, ma che hanno trasformato le cariche pubbliche in un osceno modo per arricchirsi“. Nella nota viene invitata la popolazione alla rivolta, ma Maduro ha twittato: “Dio e il popolo sono con noi, sono sicuro che in Venezuela trionferà la pace. Fino alla vittoria, sempre!”.
Anna Pedri

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