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Lisbona, 14 feb –  In questi giorni è venuta a mancare una delle figure più importanti della
storia recente del Portogallo, Marcelino da Mata il militare portoghese più decorato della storia dell’Esercito portoghese. Il suo coraggio e esempio leggendario però erano stati dimenticati per diverso tempo perché aveva combattuto per la parte “sbagliata”, il tenente-colonnello da Mata aveva difeso l’Impero portoghese dalle mire espansionistiche di sovietici e americani durante la guerra d’Oltremare dal 1960 al 1975.



Marcelino da Mata e la guerra “non ortodossa”

Marcelino da Mata nato a Ponta Nova in Guinea-Bissau, da famiglia semplice e umile di etnia Papel, non seguì alcun corso dell’Accademia militare e si arruolò volontario come soldato semplice nel 1960. Ben presto integrò il reparto delle operazioni speciali dei temibili
“Comandos”, operativo in Guinea-Bissau, Senegal e Guinea Conakri. Come ricorda l’ufficiale Brandão Ferreira “aveva una forma intuitiva e poco ortodossa di fare la guerra. Si era specializzato in azioni di contro guerriglia, facendosi seguire da appena sei combattenti di fiducia. È quasi epica la sua idea di far annunciare con una tromba la sua intenzione di attaccare e allo stesso tempo affermava la mancanza di timore nei confronti del nemico…arrivava al punto di infiltrarsi con i suoi uomini nel mezzo dei gruppi dei combattenti del PAIGC (Partito Africano per l’Indipendenza della Guinea e Capo Verde, che combatteva la presenza portoghese in Africa)”.

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Per il Portogallo 2.412 operazioni di guerra

Durante la sua carriera militare ha partecipato, secondo i registri militari, a 2.412 operazioni di guerra nelle quali è poi stato insignito Cavaliere dell’antica e nobile “Ordem Militar da Torre e Espada”, massimo riconoscimento militare portoghese, a cui si aggiungono due Croci di guerra di 1° classe e altre due Croci di Guerra di 2° e 3° classe. Negli undici anni di operatività sul campo di battaglia ha rischiato la vita ripetutamente ed è stato ferito varie volte senza mai abbandonare la lotta.

La “rivoluzione dei garofani”

Curiosamente l’unico incidente grave che costrinse Marcelino da Mata al ricovero avvenne accidentalmente, un suo commilitone aprì il fuoco contro di lui durante una parata militare.
Con il golpe militare del 25 aprile del 1974, conosciuto anche come “rivoluzione dei garofani”, al tradimento si aggiunse la codardia. Come ricorderà Marcelino da Mata in un’intervista concessa a Duarte Branquinho, ex direttore del settimanale O Diabo, la guerra nella Guinea non era persa anzi “Se non fosse stato per il 25 aprile con un altro anno il PAIGC avrebbe consegnato tutto. Io lo so, sono della Guinea e conosco tutte quelle zone, mancava occupare un unico settore per farli arrendere, era l’unico corridoio da dove passavano i loro rifornimenti di armi. Andai a pattugliare in quella zona con i miei venti uomini e al nostro ritorno al quartier generale di Aldeia Formosa mi dissero che la guerra era finita. Risposi che non era finita perché poco tempo prima stavamo in uno scontro a fuoco contro il nemico e chiesi come fosse possibile che la guerra fosse finita. Mi risposero che in Portogallo era in corso il colpo di stato e che la guerra era sospesa”.

Arrestato e torturato dagli antifascisti

Dopo il 25 aprile Marcelino da Mata venne arrestato quando si presentò al Reggimento dei
Comandos a Lisbona e fu trasferito presso l’unità al Ralis, dove venne barbaramente torturato dagli sgherri antifascisti che indossavano la sua stessa uniforme. In seguito gli venne proibito il ritorno in Guinea e continuò con la lotta politica esiliato in Spagna, come molti suoi camerati portoghesi. Il Portogallo di oggi dovrebbe prestare gli onori a un combattente che ha compiuto il suo servizio con coraggio e fedeltà ma non è così, timido è il ricordo del Presidente della Repubblica Marcelo Rebelo de Sousa e insultuose e calunniose le parole proferite dalla sinistra e dagli antifascisti, che nemmeno nel giorno della sua scomparsa hanno avuto la decenza di tacere. Fanno da contraltare le richieste di lutto nazionale di partiti di centro-destra come Cds, Psd e Chega. Il mormorio e il silenzio di questi omuncoli svanirà con il tempo e verrà ricordato soltanto l’esempio di un soldato valoroso che, come lui stesso disse, nacque in una nazione chiamata Portogallo. Mama Sumae. 

Guido Bruno

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