Roma, 5 mar — La speranza di una tregua in Ucraina è durata lo spazio di qualche ora: rinviata l’evacuazione dei civili da Mariupol, nel sud del Paese. Stando a quanto riferito dalle autorità locali, «la parte russa non aderisce al regime di cessate il fuoco e continua a bombardare» sia la stessa Mariupol che l’area circostante. Sarebbero in corso negoziati per concordare un nuovo orario per l’evacuazione. Sky News informa che dal Consiglio comunale della città è arrivato l’ordine alla popolazione «di disperdersi e trovare luoghi per ripararsi».

Ucraina, Mariupol sospende l’evacuazione civili

il ministro degli Esteri russo Lavrov respinge le accuse del sindaco di Mariupol incolpando il regime ucraino. In un punto stampa a Mosca, Lavrov ha puntato il dito contro l’Ucraina specificando che «ci sono notizie secondo cui le autorità ucraine a Mariupol non permettono l’evacuazione dei civili» attraverso i corridoi umanitari. «Non è ancora stata fissata una nuova data per il terzo round dei negoziati tra Russia e Ucraina» ha poi informato Lavrov.

«La nostra delegazione aspetta una qualche informazione da parte ucraina. La situazione è un po’ strana: tutti vogliono arrivare a un’intesa eppure sembra che gli ucraini inventino sempre dei motivi per tirare per le lunghe i termini dell’incontro che sono già stati concordati», ha dichiarato. «Non abbiamo ancora ricevuto nessuna notizia su una nuova data, noi già dalla sera di ieri eravamo pronti per questa nuova tornata di colloqui».

 Lavrov “Zelensky cerca di provocare un conflitto tra la Nato e la Russia”

Poi l’accusa a Zelensky di voler «provocare un conflitto tra la Nato e la Russia», arrivando ad utilizzare toni molto forti nei confronti della stessa organizzazione. «Poco fa ha persino ripreso la Nato, ha rilasciato dichiarazioni molto forti nei confronti dei suoi tutor». Zelensky spererebbe «di risolvere il conflitto con la partecipazione della Nato e non attraverso i colloqui” ma questo significa che non sente che la Nato “non vuole intervenire” in Ucraina».

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

3 Commenti

  1. L’ invidia è una brutta bestia, comincia a serpeggiare (“vai al estero ed io no…”), terra-terra…

  2. È tutto ormai così paradossale che si potranno vendere tranquillamente escrementi di cane per salsicciotti arrostiti.
    Pensate un po’.
    La manifestazione per la pace a Parigi, di ieri, chiedeva l’intervento della Nato per risolvere il problema.
    Ma Biden non ha detto che l’entrata della Nato nel conflitto signifirebbe la proclamazione dell’inizio della terza guerra mondiale?

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