Roma, 21 set — Non andrà tutto bene e non ne usciremo migliori — e a quanto pare vale anche per la civile Germania: a Idar-Oberstein, nel Land della Renania-Palatinato, un ragazzo di vent’anni è stato freddato con un colpo di pistola alla testa per aver ricordato a un altro cittadino l’obbligo della mascherina all’interno di un esercizio commerciale. L’omicida è stato arrestato.

Fredda un ragazzo che gli ricorda di mettersi la mascherina

La psicosi da Covid funziona anche in senso inverso, quindi. E assale tutti quegli individui che dopo un anno e mezzo di restrizioni, minacce, terrorismo psicologico ad opera di media e politici, sviluppano un’insofferenza al limite del patologico — in questo caso un limite ampiamente superato — fino alle estreme conseguenze.

Il tragico episodio è avvenuto all’interno della stazione di benzina dove la vittima era impiegata. Secondo quanto ricostruito dalla Procura, l’assassino era entrato all’interno del locale, presentandosi alla cassa con una confezione da sei birre e sprovvisto di mascherina. A quel punto il ventenne gli aveva ricordato l’obbligo di indossarla all’interno dei locali al chiuso. Per tutta risposta l’uomo sarebbe tornato alla propria abitazione, avrebbe preso una pistola che teneva nascosta e poi si sarebbe diretto alla stazione di benzina. Sarebbe poi entrato indossando il dispositivo di protezione individuale, per poi toglierselo davanti alla cassa, in gesto di sfida. Per provocare una reazione nel commesso.

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“Volevo dare un segnale”

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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