Mazara del Vallo (Tp), 11 ott – Due giorni fa motovedette libiche hanno sequestrato due pescherecci di Mazara del Vallo. Le imbarcazioni si trovavano a circa 29 miglia da Derna, nella Libia Nord-orientale. Si tratta della “Afrodite Pesca”, con sei uomini a bordo, e della “Matteo Marrarino” (della MCV pesca di Mazara del Vallo guidata da Alberto Figuccia), con sette uomini. Il sindaco della città siciliana ha chiesto aiuto alle autorità diplomatiche. La notizia è stata annunciata poco dopo l’accaduto dal sindaco di Trapani Nicola Cristaldi: “La vedetta avrebbe cominciato a sparare senza preavviso provocando danni alla cabina e alle attrezzature del motopesca Afrodite (ben 140 tonnellate di stazza lorda, guidate dal capitano Vincenzo Pellegrino), ma senza causare feriti”.

I militari libici, una volta saliti su entrambe le barche, hanno costretto i comandanti a dirigersi verso la costa libica, precisamente al porto di Ras Al Hilal, al quale sono giunti ieri notte. “Il sequestro è avvenuto in acque illegittime e la Libia considera unilateralmente quelle acque proprie”, ha precisato Cristaldi che ha poi invocato a gran voce l’aiuto delle Autorità diplomatiche italiane, le quali “sono certo che interverranno con urgenza”.

Il sindaco ha poi aggiunto che “l’episodio è vissuto con angoscia dalla popolazione sia perché richiama il triste ricordo della detenzione subita dai nostri pescatori negli ultimi anni, sia perché i nostri natanti illecitamente sequestrati dal Paese Nordafricano non hanno più fatto ritorno in città e sono stati lasciati in abbandono come nel caso del motopesca Daniela L., sequestrato sei anni fa”. Il motopesca al quale si riferisce il sindaco risale alla cattura da parte di miliziani libici nell’ottobre del 2012, sempre in acque internazionali e sempre molto lontano dalle coste dei militari in questione, ben 38 miglia. La stessa imbarcazione era stata sequestrata due anni prima, il primo dicembre 2010, ma rilasciato “tranquillamente” dopo una settimana.

Non solo queste situazioni causano un grave danno all’immagine dell’Italia sul fronte politico internazionale, ma anche e soprattutto l’economia e il lavoro sono i più colpiti da questi avvenimenti. La “guerra del pesce”, nominata così dall’Osservatorio della pesca mediterranea, sta a indicare la battaglia che si combatte nelle acque a sud della Sicilia e che negli ultimi anni ha causato ben 100 milioni di euro di danni, 300 tra fermi e sequestri di pescherecci, 27 feriti e 3 morti. Inoltre la Sicilia dal 2000 ad oggi è stata costretta a ridurre i pescherecci: da 4329 a 2800 circa. Per non parlare dei 16 mila posti di lavoro nel settore ittico e una riduzione del 40% del pescato.

Clara Tozzi

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