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Roma, 13 apr – Un microchip sottopelle, capace di rivelare i sintomi del Covid prima che si sviluppino i sintomi della malattia. E no, precisiamo subito che non si tratta di una congettura partorita da qualche complottista. Non siamo di fronte neppure alla trama di un film di fantascienza in salsa distopica, se non altro perché il microchip sottopelle in quel caso sarebbe alquanto inflazionato. Si tratta proprio di una tecnologia ideata dagli scienziati del Pentagono. A svelarla è stata la Cbs, nel programma “60 Minutes” di domenica scorsa.



Microchip sottopelle, l’invenzione del Pentagono

E a mostrare l’invenzione del Pentagono, durante la trasmissione, è stato un colonnello americano in pensione, Matt Hepburn. Già medico militare specializzato in malattie infettive alla guida del Defence Advanced Research Project Agency (Darpa), agenzia governativa del Dipartimento della Difesa Usa incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie per uso militare, Hepburn ha spiegato nel dettaglio come funziona questo microchip. “È un sensore che si mette sotto la pelle e che ci dice quali sono le reazioni chimiche in corso. Funziona come una spia di controllo di un motore e quel segnale significa che domani avrai i sintomi”, dice Hepburn.

L’idea del microchip per contrastare la diffusione del coronavirus nasce dalla battaglia per bloccare l’espandersi del virus a bordo della portaerei USS Theodore Roosevelt, dove 1.271 membri dell’equipaggio ad aprile 2020 risultarono positivi. “Se i marinai avessero saputo della loro positività si sarebbero sottoposti ad esami sul posto con un prelievo di sangue”, afferma Hepburn. Per poi specificare che adesso “possiamo avere informazioni sulla positività in 3-5 minuti, fermando l’infezione sul nascere”.

Non solo microchip, anche un filtro “speciale”

Ma non è tutto. Perché gli scienziati americani non hanno ideato soltanto questo “speciale” microchip. Il team di Hepburn ha pure sperimentato un particolare filtro che, se posizionato su una macchina per la dialisi, a suo dire sarebbe in grado di rimuovere del tutto il virus dal sangue del paziente. In che modo? “Si fa passare il sangue attraverso il filtro e questo elimina il virus”, spiega Hepburn. Il filtro in questione è già stato usato per curare la moglie di un militare, risultata positiva al Covid e ricoverata in terapia intensiva. Grazie a questo filtro la donna si sarebbe ripresa completamente dopo pochi giorni. La Food and Drug Administration (Fda), ovvero l’ente governativo americano che si occupa della regolamentazione dei prodotti farmaceutici, ha già autorizzato questo trattamento per l’uso di emergenza. Il filtro è stato usato per curare quasi 300 persone infettate dal Covid.

Eugenio Palazzini

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