Roma, 13 ott — Finisce nell’occhio del ciclone il neo nominato ministro della Salute britannico Therese Coffey: estimatrice impenitente del fumo e degli alcolici — ha fatto il giro del mondo la fotografia che la ritrae con un sigaro nella mano, il flute di spumante dell’altra e una vistosa macchia sulla maglietta — ha dichiarato, mandando tutti i salutisti al manicomio, di avere altre priorità rispetto all’applicazione del piano anti-fumo, quali le ambulanze e le secolari liste di attesa che piagano il Ssn britannico. La notizia è stata riportata da Roberto Vivaldelli su Il Giornale. 

Il ministro della Salute e la sua passione per il fumo

Una partenza burrascosa per la Coffey, già aspramente criticata per non aver mai fatto mistero dei propri vizi, e per questo motivo nel mirino di coloro che la ritengono inadatta al ruolo di ministro della Salute. Da giorni si susseguono incessantemente le geremiadi dei labour: «Il fumo provoca malattie e morte su vasta scala, è la principale causa di cancro e costa al sistema sanitario nazionale 2,4 miliardi di sterline ogni anno per le cure. Ma Thérèse Coffey vuole demolire il piano d’azione contro il fumo», questo il tenore degli attacchi. Il portavoce della salute del Labour, Wes Streeting, ha stigmatizzato l’atteggiamento di Coffey accusandola di essere «incapace e senza speranza».

Messa alle strette, il ministro della Salute ha dichiarato con nonchalance di non sapere nulla di questo «piano di azione contro il fumo» e ha ribadito di volersi dedicare ad altre questioni di massima urgenza. Intenzioni confermate da alcuni funzionari. Non solo: Coffey ha fatto imbufalire i salutisti aggiungendo che il provvedimento che vieta di fumare in automobile in presenza di bambini non era «la cosa giusta da fare», e sostenendo di aver votato, nel 2015, contro l’approvazione delle misure antifumo. 

I piani anti-fumo… in fumo

La decisione di Coffey fa dunque naufragare la volontà Maggie Throup, l’ex-ministro della Salute, che la scorsa primavera aveva impegnato il governo a presentare una serie di ulteriori di misure contro il fumo onde «rendere la Gran Bretagna senza fumo entro il 2030» per limitare il numero delle vittime del fumo e il peso gravoso sulle casse del sistema sanitario. 

Cristina Gauri

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1 commento

  1. Peccato perché personalmente ritengo che il concetto di base sia che questi “vizi” possono anche riequilibrare al fine di vivere meglio con sé stessi quindi conseguentemente anche con gli altri, ma evidentemente il soggetto sembra abbia carenze nel sentire e difendere pure la salute altrui. Penso che forse qualche altra sostanza gli giochi contro, sempre di tipo alimentare.

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