Roma, 15 nov – Boicottare il Qatar che calpesta qualsivoglia diritto? Neanche per sogno. Rifiutarsi di giocare in un Paese che sfrutta manodopera per costruire strutture che ospiteranno il Mondiale di calcio? Non scherziamo. Eppure, giusto per apparire buoni, in preda alla più mediatica delle ipocrisie, l’Olanda ha tirato fuori dal cilindro un gesto plateale: metterà all’asta le proprie magliette della Coppa del Mondo, donando il ricavato ai lavoratori immigrati in Qatar. E’ quanto annunciato dalla Royal Netherlands Football Association (Knvb), la Federazione calcistica dei Paesi Bassi, spiegando che i fondi verranno destinati alla protezione dei diritti dei lavoratori migranti. Il ricavato servirà a fornire loro assistenza legale, oltre a finanziare attività sociali come il calcio.

Qatar, l’Olanda mette all’asta le magliette: ricavato per lavoratori sfruttati

Il capitano della nazionale olandese, Virgil van Dijk, ha poi specificato che “non è sfuggito a nessuno” che il Mondiale di calcio ha avuto un impatto sui lavoratori migranti in Qatar. “Hanno lavorato su stadi, infrastrutture e sistemazioni alberghiere in condizioni molto dure. Lo ricorderemo durante tutte le nostre attività lì”, ha detto van Dijk. “È chiaro a tutti che queste condizioni devono migliorare. Molto è già stato fatto dai consigli di amministrazione per migliorare la situazione dei lavoratori migranti. Ma vogliamo dare un contributo concreto anche dagli spogliatoi”, ha precisato.

“L’asta inizierà subito dopo il primo fischio di una partita della Coppa del Mondo olandese e durerà fino al calcio d’inizio della partita successiva”, si legge nella nota della Federazione calcistica dei Paesi Bassi. Le maglie indossate dall’Olanda durante due partite di Nations League, contro Polonia e Belgio, sono già state messe all’asta a settembre e sono servite a raccogliere 50mila sterline per sostenere i lavoratori migranti in Qatar.

Alessandro Della Guglia

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