Roma, 11 mar – Guerra convenzionale, guerra ibrida e guerriglia. In Ucraina c’è un mix esplosivo di tutto e un po’. E’ un moto bellico che appare informe, nebuloso e quindi scatenante le fantasie mediatiche. Corrono e si rincorrono voci di migliaia di volontari partiti da mezzo mondo per combattere al fianco dell’esercito ucraino o di quello russo. Alcune sono verificate, con tanto di testimonianze autentiche, dunque vere. Altre no. Così è sempre difficile distinguere tra fake news, in certi casi deliberatamente fatte circolare a scopo propagandistico – tipiche di ogni guerra –, e realtà dei fatti. Il caso dei mercenari di Wagner e Academi (già Blackwater) presenti sul campo, è un altro mistero avvolto in un enigma generale.

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Mosca: “Dal Medio Oriente 16mila volontari a combattere per noi”

Quel che è certo è che in Ucraina non stanno combattendo soltanto ucraini e russi. Con gli uni e con gli altri c’è uno schieramento difficilmente quantificabile di combattenti irregolari, ben accolti da entrambe le parti perché aumentano la rispettiva potenza di fuoco. Prova ne sia quanto dichiarato oggi dal ministro della Difesa russo, Sergey Shoigu, fedelissimo di Vladimir Putin eppure secondo alcuni addirittura in grado di spodestarlo (a proposito di voli pindarici di stampo mediatico). Shoigu ha annunciato che un numero impressionante di volontari dal Medio Oriente sono pronti a recarsi nel Donbass per “venire in aiuto” dei filorussi: 16mila persone in tutto.

Stando a quanto riportato dai canali di Mosca, lo stesso Vladimir Putin non è contrario all’idea di spedire combattenti in Ucraina, perché anche gli “sponsor occidentali” radunano “mercenari” da utilizzare nel conflitto. “Lo fanno apertamente, disattendendo tutte le norme del diritto internazionale”, avrebbe detto il presidente russo parlando al Consiglio di sicurezza. “Se vedete che ci sono queste persone che vogliono di propria iniziativa, non per soldi, venire ad aiutare le persone che vivono nel Donbass, allora dobbiamo dare loro quello che vogliono e aiutarle a raggiungere la zona di conflitto“, avrebbe aggiunto Putin.

Chi sono e da dove provengono 

Ma chi sono e da dove provengono esattamente questi volontari pronti a combattere al fianco delle truppe di Mosca? Non è chiaro, ma se davvero il punto di partenza è Medio Oriente non è difficile pensare che arrivino soprattutto dalle aree meno ostili alla Russia. Può essere pure uno schieramento composito, non relativo quindi a un’unica nazione. La Reuters al riguardo cita funzionari statunitensi, secondo cui tra questi volontari vi sarebbero siriani esperti nel combattimento urbano. Soffiate, anche queste, da prendere con le pinze.

Eugenio Palazzini

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2 Commenti

  1. ..Putin non lo.comprendo…doveva occupare l’Ucraina in pochi giorni tramite bombardamenti e contemporaneo avanzamento carri e truppe ( guerra lampo) e invece si sta impantanando….a meno che abbia chissá quale piano strategico…

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