Roma, 11 mar – “Stai calmo e mira bene! Stai per uccidere un uomo!”: così Ernesto Che Guevara al militare boliviano che stava per ucciderlo. Quel soldato era Mario Terán, morto a 80 anni. Fu lui che nel pomeriggio del 9 ottobre del 1967 sparò i colpi che uccisero il Che, ferito e catturato poche ore prima in Bolivia. Teràn era malato da lungo tempo.

Morto Mario Teràn, il militare boliviano che uccise Che Guevara

A dare la notizia della morte di Teràn sono stati i suoi parenti. Dal canto suo, l’ex generale Gary Prado, comandante del gruppo che aveva catturato il leader rivoluzionario, ai microfoni di Radio Compañera ha ricordato l’episodio per cui Teràn è passato alla storia. “Aveva semplicemente fatto il suo dovere come sergente dell’esercito“, ha dichiarato Prado. “Teràn era umanamente finito – ha aggiunto l’ex generale che catturò il Che nella giungla del sudest della Bolivia dopo nove mesi di azioni di guerriglia -. Lo abbiamo accompagnato nelle sue ultime ore. Avevamo un buon rapporto. Era un sottufficiale responsabile che ha eseguito un ordine dall’alto, e dopo ha sempre vissuto con un profilo basso”.

Il racconto della morte del Che fatto da chi lo uccise

Teràn è morto in una zona orientale della provincia di Santa Cruz, dove ha lasciato moglie e due figli. Anni fa, l’ex militare aveva raccontato alla stampa i momenti vissuti prima di quegli spari che hanno segnato per sempre la sua vita e la Storia. “È stato il momento peggiore della mia vita – aveva sottolineato – e ho visto il Che grande, molto grande, enorme. I suoi occhi brillavano luminosi. Sentivo che mi sovrastava quando mi fissava – ha ricordato – e mi dava le vertigini. Ho pensato che con un rapido movimento lui avrebbe potuto togliermi la pistola”.

“Stai calmo e mira bene! Stai per uccidere un uomo!”

Dai racconti di Teràn emerge che l’eroe della rivoluzione cubana si accorse della forte tensione e allora, come ha riferito il militare, gli disse: “Stai calmo e mira bene! Stai per uccidere un uomo!”. “Io feci un passo indietro – ha ricordato – fino alla soglia della porta. Chiusi gli occhi e sparai”. Prima di colpirlo mortalmente al torace, Teràn gli sparò alle braccia e alle gambe.

Ernesto Che Guevara, medico argentino, rivoluzionario, eroe di Cuba, guerrigliero in Congo belga e Bolivia

Che Guevara, medico argentino, dopo la rivoluzione cubana con Fidel Castro, lasciò Cuba per guidare la rivoluzione e la guerriglia prima nel Congo belga e poi in Bolivia. Fu ucciso a 39 anni a La Higuera, il giorno dopo esser stato ferito e catturato da un reparto anti-guerriglia dell’esercito boliviano assistito da forze speciali statunitensi (tutti agenti della Cia). La mattina del 9 ottobre l’agente della Cia infiltrato, il cubano americano Félix Rodríguez, parlò con Guevara e gli disse che di lì a poco sarebbe stato ucciso. In un’intervista data diversi anni dopo, Rodríguez raccontò che Guevara gli disse che “era meglio così” e che “non avrebbe mai dovuto essere stato catturato vivo”.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Il Che meritava un regolare plotone d’esecuzione e non di essere ucciso da uno stronzo del genere.

  2. Francamente mi ricordo e mi interessa di più ciò che è accaduto a Pierluigi Pagliai… Con tutto rispetto alle altre vittime assurde anche in Sudamerica.

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