Roma, 22 apr – Cosa vuole davvero la Russia? E’ la domanda che assilla tutti, inevitabilmente, dall’inizio del conflitto. Al di là degli obiettivi dichiarati, quanto obiettivamente poco credibili per motivare l’attacco all’Ucraina (vedasi in particolare la “denazificazione”), le ipotesi sulle reali mire russe si sono sprecate. Oggi però, a ben vedere per la prima volta in modo esplicito, da Mosca arrivano indicazioni precise. L’obbiettivo della “seconda fase” dell’ “operazione speciale” dell’esercito russo è prendere il “pieno controllo del Donbass e dell’Ucraina meridionale“. E’ quanto reso noto da Rustam Minnekayev, vice comandante del Distretto Militare della Russia centrale, citato dall’agenzia Tass.

Russia: “Nostri obiettivi Ucraina del Sud e porti Mar Nero”

“Dall’inizio della seconda fase dell’operazione speciale, fase iniziata due giorni fa, uno degli obiettivi dell’esercito russo è di stabilire il pieno controllo sul Donbass e sull’Ucraina meridionale. Ciò permetterà di stabilire un corridoio terrestre verso la Crimea”, ha detto il generale. “Questo (controllo del Donbass, ndr) ci consentirà di stabilire un corridoio terrestre verso la Crimea e di avere influenza sulle strutture militari ucraine e sui porti del Mar Nero, che servono per le consegne di prodotti agricoli e metallurgici ad altri Paesi”, ha precisato Minnekayev. Per questo secondo il generale “l’operazione militare speciale” russa “deve essere portata a termine con successo”.

L’importanza del Mar Nero

L’obiettivo è dunque avere il controllo di buona parte del Mar Nero dunque, esattamente come fatto notare su questo giornale, nell’apposito speciale sulla guerra in atto. Perché se la Crimea garantisce alla Russia l’accesso ai mari temperati, essenziale per ogni “impero” che si rispetti, occupare la restante fascia costiera significherebbe per Mosca sigillare il Mar Nero a nord. In questa ottica sarà dunque fondamentale il ruolo della Turchia, “padrona” del Bosforo e del varco che congiunge il Mar Nero al Mediterraneo. Rotta fondamentale a livello globale per il trasporto di petrolio e grano.

Sempre su questo giornale, a rimarcare questo aspetto è stato l’ammiraglio Nicola De Felice.  “Per la Russia il Mar Nero è indispensabile poiché è il passaggio obbligato non solo verso il Mediterraneo, ma anche verso l’Atlantico e l’Oceano Indiano. È attraverso il Mar Nero che Mosca può raggiungere linee di comunicazione marittime strategiche che altrimenti le sarebbero de facto precluse”, ha detto De Felice in un’intervista rilasciata ad Adolfo Spezzaferro.

“Il traffico di navi in quegli stretti è di 55mila unità all’anno, quattro volte di più dei canali di Suez e di Panama. Il Bosforo costituisce la principale rotta per il trasporto di petrolio dal Caucaso ai Paesi dell’Europa e dell’Asia. Il 65% dell’export russo – ha aggiunto De Felice – passa attraverso il Bosforo e, oltre al petrolio, passa anche il grano che dai mercati di Russia, Ucraina e Kazakistan copre il 25% del fabbisogno mondiale. Inoltre, ghisa e semilavorati siderurgici passano dal Mar Nero per il 10% del fabbisogno europeo e l’Italia oggi ne soffre la carenza”.

Eugenio Palazzini

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5 Commenti

  1. Comunque i nazisti pseudo, pure drogati, pure a tempo scaduto a qualcuno sono serviti… Se solo a non sporcarsi le mani più di tanto, questo secondo me è un vero quesito a cui si deve rispondere (Senza esclusione di memoria o memoria corta).

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