Doha, 6 ott – Sono iniziate, presso il poligono della base militare di Al Qailil in Qatar, le attività addestrative e di amalgama tra i reparti italiani e qatarioti nell’ambito dell’esercitazione NASR 19.

NASR 19: l’esercitazione

In particolare, alcune unità su base 1° e 6° reggimento bersaglieri e 4° reggimento carri hanno avviato le prime attività di cooperazione e interoperabilità con la componente qatariota, impiegando piattaforme “Dardo”, “Ariete” e “Puma”. Queste fasi iniziali hanno visto i due eserciti concentrarsi sullo sviluppo della capacità di impiegare simultaneamente più unità con assetti differenti, affinando le procedure di comando e controllo nonché testando i vari sistemi d’arma nell’arduo contesto climatico del deserto del Qatar, caratterizzato da notevoli escursioni termiche tra giorno e notte.

I soldati dell’Esercito Italiano, dopo i primi giorni di acclimatamento, sono stati subito impiegati in un intenso ciclo di addestramento, confermando che gli standard fisici in possesso degli uomini e delle donne delle nostre forze armate consentono il rapido raggiungimento della piena capacità operativa anche in situazioni ambientali differenti.

La crescente instabilità politica e militare dell’area medio orientale, iniziata nel 2011 con il fenomeno delle “primavere arabe”, ha determinato un’eterogenea mappa della corsa al riarmo dei paesi del Golfo Persico, in particolare delle nazioni appartenenti al Gulf Cooperation Council (GCC).

Mutamenti politici interni ed internazionali, tensioni regionali, rivalutazione delle priorità economiche e complessità geopolitiche costituiscono il variegato quadro all’interno del quale si svolgono le relazioni tra l’Italia e i paesi del Golfo Persico nell’ambito delle acquisizioni di asset militari e della cooperazione tecnico-scientifica nel settore della Difesa. Il Qatar, in particolare, ha avviato strette collaborazioni con l’Italia a partire dalla firma, nel 2010 a Doha, di un accordo intergovernativo sulla cooperazione nel settore della Difesa. Da allora, il Qatar ha avviato un intenso programma di acquisizione finalizzato ad ampliare ed ammodernare le tecnologie militari in dotazione alle proprie Forze Armate.

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L’Italia ha infatti venduto a Doha, in breve tempo, sette navi da guerra prodotte da Fincantieri per circa 4 miliardi di euro, ben 28 elicotteri Nh 90 per 3 miliardi di euro, oltre all’accordo sottoscritto per la consegna di 24 caccia multiruolo Typhoon del consorzio Eurofighter, il 36% del quale è in mano a Leonardo-Finmeccanica.

Una vera e propria manna da cielo per il comparto industriale italiano, che si destreggia in un contesto dominato da un trend negativo per la spesa della difesa, soprattutto per quanto riguarda gli investimenti in programmi di sviluppo e acquisizione di tecnologie militari.

Per garantire la continuità e la rimuneratività degli accordi industriali, sono indispensabili collegamenti e contatti ad alto livello politico-militare e negli ultimi anni le occasioni di incontro con le autorità qatariote si sono intensificate, indicando che l’approccio italiano di stretta sinergia tra industria e difesa è apprezzato dalla controparte. In questo contesto si inserisce anche il NASR 19 che, per i prossimi 20 giorni, vedrà operare sul terreno circa 800 soldati italiani e 1400 soldati qatarioti con il dispiegamento di 116 mezzi, tra veicoli ruotati e cingolati, e di vari sistemi d’arma

Aldo Campiglio

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