Roma, 6 ott – E sono 8 i titoli mondiali nella bacheca dei trofei della casa del giovane Marc Marquez, 6 conquistati nella classe regina. Pare ieri il 2008, anno di esordio della formica atomica in 125, ma i numeri parlano chiaro e sono numeri decisamente importanti: 11 anni di attività e 8 titoli mondiali sfiorano l’en plein.
Sono numeri che proiettano Marquez nell’Olimpo dei motociclisti e che lo avvicinano ai mostri sacri: Rossi, Agostini, etc. Numeri che fanno impallidire.


E oggi non può niente nemmeno lo straordinario e giovanissimo rookie italo-francese, Fabio Quartararo, oggi è il giorno di Marquez. Oggi è il giorno del “suo” Mondiale, al quale non è potuto arrivare se non con l’ennesimo primo posto. Primo posto sudato e sgraffignato all’ultima tornata al bravissimo pilota della Yamaha che aveva fino ad allora condotto la gara in maniera eccelsa con tempi impressionanti.

Marc però è stato un falco a sfruttare il motore Honda e la sua strategia per chiudere la questione Mondiale una volta per tutte. Nulla hanno potuto nemmeno la Ducati di Dovizioso, che chiude quarto, e la Yamaha ufficiale di Vinales, salito sul gradino più basso del podio. Una domanda ci sorge quindi spontanea: cosa potranno fare, dal prossimo anno, le varie Ducati, Yamaha e Suzuki per contrastare lo strapotere del binomio perfetto Honda-Marquez?

Tommaso Ceccarelli

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