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Golfo di Aden, 10 ago – Sono almeno 50 i morti in un naufragio “deliberatamente provocato” da uno scafista al largo delle coste dello Yemen, poco prima di attraccare il suo barcone. Provenivano per lo più da Somalia ed Etiopia e molti di loro erano adolescenti, donne e bambini. Il trafficante ha costretto a gettarsi in mare i 120 profughi che aveva a bordo. A riferire della tragedia è l’Oim, l’Agenzia Onu per le migrazioni, che ha definito l’episodio scioccante e disumano, e ha specificato che ci sarebbero solo 27 sopravvissuti. Gli altri sono dispersi.

Il naufragio getta una luce sul fenomeno del traffico di esseri umani tra il Corno d’Africa e lo Yemen, una rotta dominata da trafficanti che nessuno contrasta. I sopravvissuti hanno infatti riferito che lo scafista dopo aver costretto le persone a buttarsi a mare ha invertito la rotta e se ne sarebbe tornato in Somalia, a prendere altri disperati da traghettare.

Lo Yemen dal 2015 è ripiombato in una guerra civile di cui poco si parla. Da una parte Abd Rabbo Mansur Hadi, il presidente tornato il Yemen, ad Aden dove presiede un governo riconosciuto a livelli internazionale, sostenuto dagli Usa e dalla coalizione araba capeggiata dall’Arabia Saudita. Dall’altre i ribelli sciiti Houti, appoggiati dall’Iran, che combattono i sauditi, il presidente e alQaeda che nello Yemen ha il suo centro nevralgico della filiale della penisola araba.

Ormai lo Yemen è al collasso, sistematicamente sotto le bombe sganciate dai caccia sauditi che colpiscono case private e luoghi pubblici. È in atto una catastrofe umanitaria senza precedenti, con l’epidemia di colera peggiore al mondo. Finora la guerra in Yemen ha provocato oltre 8 mila morti, tra cui moltissimi bambini. Oltre 3 milioni persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case, e circa 19 milioni di persone, circa il 70% della popolazione, hanno bisogno di aiuti umanitari. I servizi vitali, come l’acqua e l’energia elettrica sono erogati a singhiozzo a causa dei danni dovuti ai bombardamenti: 14 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile.

Sebbene lo Yemen sia uno dei posti più pericolosi al mondo, è un Paese che continua ad attrarre immigrati dall’Africa. Si conta siano almeno 55 mila gli africani arrivati nei porti affacciati sul Golfo di Aden dall’inizio dell’anno. Per loro lo Yemen, nonostante la guerra, è il primo approdo per poter arrivare nei ricchi Paesi del Golfo.

Anna Pedri

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