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Roma, 23 set – Chi ha avvelenato Aleksei Navalny? Inutile dire che l’indiziato numero uno, secondo la gran parte dei media internazionali e gli oppositori russi, è Vladimir Putin. O per meglio dire sarebbe stato proprio il leader del Cremlino a ordinare ai servizi segreti di eliminare così Navalny. Ma proprio Putin, durante un colloquio telefonico con il presidente francese Emmanuel Macron, ha detto che in realtà il suo oppositore si è avvelenato da solo. Parole comunque non confermate dal governo russo, ma da fonti anonime citate da Le Monde. Come ormai noto, il blogger anti-Putin si era sentito male durante un volo Tomsk-Mosca costringendo l’areo a un atterraggio di emergenza per consentire il suo immediato ricovero nel più vicino ospedale.

“Un piantagrane che simula problemi fisici”

Un episodio che aveva inevitabilmente riempito le prime pagine dei giornali internazionali. Possibile però che Putin avesse sul serio deciso di far fuori così un oppositore che in patria non riscuoteva molti consensi tra gli elettori? Tutto è possibile, certo, ma l’omicidio dell’avversario in questione sarebbe stato senza alcun dubbio soltanto un atroce crimine. Di certo non una mossa politica geniale. In ogni caso, stando sempre alla ricostruzione fatta da Le Monde, il leader del Cremlino – durante il colloquio telefonico con Macron – avrebbe poi descritto Navalny come un “piantagrane su Internet che già in passato ha simulato problemi fisici”.

La replica di Navalny

Il blogger anti-Putin – che è stato dimesso oggi dall’ospedale di Berlino dov’era ricoverato – ha viceversa commentato con ironia la notizia riportata dal giornale francese, dicendo che il suo piano era quello di cucinare il Novichok, imbarcarsi su un aereo, morire in un spedale di Omsk e poi finire nell’obitorio della città siberiana. Lì a quel punto le autorità russe avrebbero stabilito che la causa dlla sua morte era che aveva vissuto troppo a lungo. Purtroppo per “Putin mi ha scoperto”, ha detto Navalny.

Eugenio Palazzini

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