Roma, 10 gen – Niente green pass, eliminare gradualmente le restrizioni in vigore e iniziare a convivere con il Covid. E’ questa, in estrema sintesi, la strategia del Regno Unito. Giusta o sbagliata? Come si suol dire, ai posteri l’ardua sentenza. E che Manzoni ci perdoni il pedissequo uso improprio del suo verso. Sta di fatto che alla luce dei pessimi risultati ottenuti dal governo italiano, con le schizofreniche strette “dragoniane”, quello di Londra appare quantomeno un piano. Basato oltretutto sulla volontà di mettersi alle spalle la pandemia e uscire così da una gabbia asfissiante, anziché procrastinarla sine die.

Regno Unito, presto via le restrizioni. “Convivere con il Covid”

Nel Regno Unito si iniziano insomma a intravedere spiragli di luce. Potrebbero rivelarsi miraggi, certamente, ma innestano nei cittadini quel pizzico di fiducia necessaria a progettare il futuro. “Spero che saremo una delle prime grandi economie – ha detto al riguardo il ministro britannico dell’Educazione, Nadhim Zahawi, già ministro per le Vaccinazioni — a dimostrare al mondo come transitare dalla pandemia alla malattia endemica, e poi affrontarla per quanto tempo rimarrà con noi, che siano cinque, sei, sette o dieci anni”. Convivere con il virus dunque, perché al momento non si hanno strumenti davvero efficaci per eliminarlo.

Il governo britannico si mostra insomma ottimista, appoggiandosi agli ultimi, confortanti dati. La variante Omicron sta infatti rallentando, anzi ha cominciato a decrescere. I contagi “non stanno salendo come prima e potrebbero essersi stabilizzati in tutto il Paese”, fa notare il professor David Spiegelhalter. “Certamente non vedremo un grande aumento in termini di ricoveri in terapia intensiva e di decessi”, precisa l’esperto inglese. Mentre il sottosegretario alla campagna vaccinale, Maggie Throup, la scorsa settimana ha specificato che “il numero di ricoveri è molto, molto inferiore rispetto a questo stesso periodo dell’anno scorso”.

Altro che introduzione dei super pass per tutto e per tutti. La possibile svolta arriva da una nazione che ha introdotto soltanto l’obbligo della mascherina al chiuso e sui mezzi pubblici, con l’obbligo vaccinale previsto soltanto per discoteche e grandi eventi. D’altronde Boris Johnson non si è mai del tutto piegato agli allarmismi, anche nei momenti di maggiore difficoltà, ovvero quando tutti lo bollavano come un pazzo sconsiderato. “È stato un azzardo – dice al riguardo il professor Spiegelhalter – ma (il premier, ndr) potrebbe essersela cavata”.

Segnarsi la data: 26 gennaio

Come si muoverà adesso il Regno Unito? I cittadini britannici attendono la “fatidica” data del 26 gennaio, giorno in cui l’esecutivo guidato da BoJo dovrebbe rivedere le attuali misure restrittive. Molti parlamentari conservatori chiedono una sorta di “tana libera tutti”, altri sono più cauti. Verosimilmente verrà abolito il green pass nei pochi luoghi dove è richiesto e resterà soltanto l’obbligo della mascherina al chiuso. Poi, a marzo, Londra ridurrà ulteriormente i giorni di isolamento per i positivi al Covid e porrà fine al ricorso continuo ai tamponi, questo almeno nelle intenzioni. Due settimane per capire le prossime mosse del Regno Unito quindi, intanto prendiamo appunti.

Eugenio Palazzini

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2 Commenti

  1. sono due anni che si parla di ipotetiche nazioni che sono più blande nell’occuparsi di questa influenza stagionale (leggasi farsa) e poi fanno come o peggio di noi. Non ci si vuole rendere conto che questa è una DITTATURA (rossa) mondiale e non si tratta di decisioni prese da governi nazionali

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