Bruxelles, 23 feb – La crisi in Ucraina era (ed è) un interessante banco di prova per l’Unione europea. Che però, anche stavolta, ha fatto la solita figura di palta. Inizialmente Francia e Germania hanno tentato di proporsi come mediatori tra la Russia e gli Stati Uniti. Ma le (auto)illusioni sono durate ben poco: non appena Washington ha alzato la voce, Berlino ha immediatamente calato le braghe. E adesso tutti i rappresentanti di Bruxelles stanno facendo a gara a chi è più servile con il padrone d’oltre Atlantico. Tanto che, in risposta alle minacce di Mosca sulle forniture di gas, c’è anche chi ha evocato… lo shopping a Milano!

Il gas russo e lo shopping a Milano

Non è un meme, ma la deprimente realtà. A fare la voce grossa, peraltro, non è stato un Carneade qualunque, bensì l’Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza (che a Bruxelles equivale un po’ al ministro degli Esteri). Si tratta nello specifico dello spagnolo Josep Borrell. Già presidente dell’Europarlamento dal 2004 al 2007, il socialista Borrell ha presentato ieri sera il pacchetto di sanzioni che l’Unione ha intenzione di varare «per rispondere in modo robusto all’azione illegale della Russia contro l’Ucraina». Ebbene, ecco a voi la potenza di fuoco che Bruxelles può mettere in campo: «Niente più shopping a Milano, feste a Saint Tropez, diamanti ad Anversa. Questo è il primo passo. Siamo uniti».

Borrell shopping Milano
Il tweet di Borrell, poi rimosso

La figuraccia di Josep Borrell

Lo stato di salute dell’Unione europea è tutto in questo goffo tweet di Borrell: mentre la Russia chiude i rubinetti del gas, con i consumatori del Vecchio continente a rischio tracollo economico, il ministro degli Esteri di Bruxelles toglie ai ricconi russi il piacere di fare shopping a Milano… C’è da giurare che a Mosca se la siano fatta sotto. Naturalmente, il tweet di Borrell è stato subito preso di mira da numerosi utenti, che gli hanno fatto notare lo scivolone. Detto fatto: il tweet è stato prontamente rimosso. Ma lo screenshot è rimasto. La figuraccia pure.

Valerio Benedetti

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