Roma, 23 feb — «Perdonatemi, sto soffrendo troppo, vi voglio un bene immenso»: con queste parole lasciate scritte su di un bigliettino Giulia (nome di fantasia), 51 anni, si è suicidata dopo che gli effetti avversi causati da due dosi di vaccino le avevano reso la vita un inferno. Nove mesi di sofferenze dopo essersi affidata alla scienza, quella stessa scienza che l’ha lasciata sola, inascoltata, senza risposte, diagnosi o cure. Le è successo quello che capita a tutti i «casi rari», ai colpiti dalle «reazioni avverse» della vaccinazione anti-Covid: annegata in un mare di indifferenza e di sofferenze quotidiane, abbandonata dalle istituzioni con il peso economico delle cure sulle proprie spalle. Fino al tuffo nel vuoto, lanciandosi dal balcone.

Un calvario di 9 mesi

A rivelare la storia di Giulia è stata la madre nel corso dell’ultima puntata di Fuori dal Coro. «Giulia ha visto il vuoto davanti a sé, non c’erano spiragli di salvezza, ma solo un buio così profondo da portarle via fino l’ultima goccia di speranza e così ha fatto quella scelta, si è tolta la vita», fa sapere ai microfoni della Verità. La madre racconta di avere condiviso il calvario della figlia in nove mesi di peregrinazioni per tutta Italia, da Roma a Milano, alla ricerca di specialisti che potessero fare chiarezza sulla lista di disturbi insorti dopo la vaccinazione anti-Covid.

Il referto

Il referto riporta «forte astenia, bruciore di stomaco, bruciore ala lingua e alle gengive, che avevano iniziato a sanguinare, fotosensibilità, dolore agli arti, ipersensibilità ai suoni e forti acufeni, ipersensibilità olfattiva, problema di deglutizione e amenorrea), insorti gradualmente dalla prima dose in poi. «Dopo la seconda dose i sintomi hanno iniziato a peggiorare repentinamente» si legge in un referto. «Bruciava in tutto il corpo, la pelle le faceva così male da non sopportare neanche i vestiti. Persino la bocca le bruciava e le gengive le sanguinavano spesso». 

Il Comitato Ascoltami

La situazione è peggiorata al tal punto da privare Giulia della propria autosufficienza, costringendola a trasferirsi dai propri genitori. Proprio lei fu una delle prime vittime degli effetti avversi a riferire la propria testimonianza al Comitato Ascoltami, un gruppo spontaneo per danneggiati dal vaccino alla ricerca di risposte, diagnosi e cure. «Siamo più di mille, ma per ora continuiamo a essere invisibili — spiega Federica Angelini, fondatrice del Comitato — siamo andati persino in Senato, abbiamo fatto una richiesta ufficiale per essere ascoltati in Commissione Sanità, perché noi ci siamo fidati dello Stato, abbiamo adempiuto al nostro dovere civico e morale di vaccinarci, ma ora vorremmo che sia lo Stato a rispettare il suo dovere di curarci». Dopo quasi un anno, molti sono nelle condizioni di Giulia: stremati fisicamente e mentalmente, continuano a sentirsi abbandonati dalle istituzioni. «A volte sto così male da non poter neanche riuscire ad alzarmi, mi sembra di vivere in un corpo che non è più il mio», rivela Federica.

«Io la capisco mia figlia», conclude la mamma di Giulia «perché lei è stata emarginata dalla società, in quella lotta sociale tra vaccinati e non vaccinati, dove chi sta nel mezzo sembra non dover esistere».

Cristina Gauri

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5 Commenti

  1. Dejà vu… Due giorni fa a Catanzaro nel link sotto… dopo reazione avversa i medici si rifiutano di prenderla in cura perché positiva al Coso19 dopo la terza Infilza della terapia delle morti e malattie rapide non associate e pozioni per l’eterno riposo certificate dai green pass… e pass e pass a “miglior vita”… Per ‘sti robot di massa non c’è più alcuna $peranza!…. Solo Barricata individuale! e disobbedienza!… “Boia chi molla!…”
    https://calabria7.it/dopo-il-vaccino-ricoverata-a-catanzaro-con-il-covid-dermatologo-e-oculista-non-mi-hanno-visitata/

  2. Una storia immensamente triste. Pace all’anima sua e che il Signore la perdoni.
    La classe politica è in primo luogo responsabile, oltre ai media e ai giornalisti asserviti.

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