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Roma, 25 apr – Da tempo il governo nigeriano è impegnato a diversificare l’economia della nazione tentando di produrre il loco ciò che oggi viene importato, con l’obiettivo di ridurre gli squilibri macroeconomici a partire da quelli nei confronti dell’estero. Una politica che sta, sia pur lentamente e grazie ad investimenti miranti, iniziando a dare i suoi frutti.



Fertilizzanti “made in Nigeria”

Proprio di recente, infatti, l’esecutivo di Abuja ha annunciato, per bocca del presidente Muhammadu Buhari, che un nuovo impianto – dal valore di 1,3 miliardi di dollari – entrerà in funzione nei prossimi mesi. Il sito è destinato a produrre ammoniaca e fertilizzanti, permettendo alla Nigeria di diventare autosufficiente nel settore. Al momento infatti importa gran parte delle materie prime necessarie per realizzare questi beni necessari al settore primario. Ciò, oltre a pesare sulla bilancia commerciale, crea anche problemi di approvvigionamento. Non pochi agricoltori riscontrano difficoltà a ottenere i fertilizzanti di cui hanno bisogno per le proprie coltivazioni.

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Una volta ulimato, l’impianto permetterà alla Nigeria non solo di produrre tutti i fertilizzanti di cui necessita, ma anche di esportarne. Dando così impulso anche allo sviluppo di relazioni commerciali. Prova ne sia l’accordo siglato con il Marocco per la fornitura dei fosfati necessari al funzionamento del sito. Questi, insieme al gas (che la Nigeria estrae dai suoi ricchi giacimenti), permetteranno all’impianto di operare a pieno regime, producendo anche altri prodotti come acido solfidrico, acido solforico e vari nitrati. “Nel comparto dei fertilizzanti la Nigeria – ha spiegato un raggiante Buihari – si appresta così a diventare una potenza regionale”.

Giuseppe De Santis

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