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Verona, 25 apr – Prima avrebbero fatto ubriacare una giovane studentesse 20enne durante una festa e poi ne avrebbero abusato a turno filmando la scena. Questa l’accusa per cinque calciatori dell’antifascista Virtus Verona, terza squadra del capoluogo scaligero che milita attualmente in Lega Pro. I fatti risalgono al gennaio del 2020 e nelle prossime settimane si terrà l’udienza preliminare nella quale il giudice Paola Vacca dovrà decidere se procedere con l’accusa di violenza sessuale di gruppo.

Rapporto consenziente o violenza di gruppo?

La ragazza nella sua testimonianza alla polizia ha raccontato di essere stata invitata alla festa a casa di uno dei calciatori “da un amico di cui mi fidavo e che con me non ci aveva mai provato”. Lì però sarebbe stata prima “indotta a bere a dismisura” per poi ritrovarsi in camera da letto con il gruppo degli atleti. “Ho chiesto loro di fermarsi, anche perché mi trovavo in uno stato di totale abbandono” ma non è servito e così sarebbe stata abusata a turno dai calciatori della Virtus, con uno di loro a filmare la scena con il telefonino.

Il racconto della giovane è stato giudicato credibile dal Pubblico Ministero, Elisabetta Labate, che ha chiesto il rinvio a giudizio dei cinque calciatori per violenza di gruppo aggravata dall’induzione a bere. I cinque indagati, tutti di età compresa tra i 21 ed i 29 anni, sostengono invece che si sia trattato solamente di “una piacevole serata” conclusa con un rapporto sessuale “del tutto consenziente”. Tre di loro hanno nel frattempo cambiato squadra mentre altri due militano ancora nelle file della Virtus Verona.

Le reazioni di società e Lega Pro

La società Virtusvecomp Verona in un comunicato stampa afferma che si tratta di “una vicenda di natura privata, avvenuta al di fuori del contesto sportivo e per la quale la giustizia sta facendo il suo corso”. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Lega Pro Francesco Ghirella: “La vicenda di presunta violenza sessuale che vede imputati cinque calciatori e che coinvolgerebbe una giovane ragazza mi turba come dirigente sportivo e come uomo di famiglia. Chiaramente la giustizia deve fare il suo corso, è opportuno salvaguardare il profilo processuale. Tuttavia non avrei voluto mai apprendere una simile notizia, da dirigente perché vengono messi in discussione valori come il rispetto dell’altro, che noi professiamo anche fuori dal campo”.

Virtus, la squadra antifascista e antirazzista di Verona

La Virusvecomp Verona è nota, più che per la sua modesta storia sportiva, per la dichiarata collocazione all’estrema sinistra di tifosi e dirigenti della società. Il tifo organizzato è composto da appartenenti alle formazioni della sinistra radicale veronese, estromessi di fatto dal poter seguire la squadra cittadina dell’Hellas, mentre la società ha avuto il suo quarto d’ora di celebrità quando nel 2018 ha lanciato un’iniziativa per far entrare gratis allo stadio gli stranieri richiedenti asilo. Chissà se adesso Paolo Berizzi, ossessionato da tutto ciò che succede a Verona, ci regalerà un articolo di analisi sul presunto “brodo culturale antifascista” che si cela dietro questa triste vicenda.

Lorenzo Berti

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5 Commenti

  1. i sinistrati nel cranio mi stanno fieramente antipatici.
    nonostante questo,resto dell’idea che (come ho detto dovunque nel caso di ciro grillo)
    il codice rosso e le leggi che consentono l’inversione dell’onere della prova…
    VANNO ABOLITI
    o quanto meno VANNO ISTITUITI dei PESANTI CORRETTIVI alle false denunce:
    (che sono più dell’ottanta per certo,ricordo….da dati ufficiali forniti dal magistrato Carmen Pugliese,durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2009)
    e cioè, IL DIVIETO ASSOLUTO DI RISARCIMENTI,*

    E LA PARITA’ ASSOLUTA TRA pena potenziale per il reo
    e pena erogata al,o alla falsa denunciante.

    perche bisogna si,difendere le vittime….
    ma civiltà giuridica vuole che ci sia una ADEGUATA DIFESA per gli imputati,
    OPPURE UNA ADEGUATA PUNIZIONE per le calunnie…
    che specie in questo tipo di reati sono fortemente infamanti.
    ovviamente nel caso di calunnia provata OLTRE a finire dentro,
    il calunniatore DEVE RISARCIRE economicamente il calunniato:
    per evitare OGNI possibile tentazione di guadagnarci sopra,vedi i casi genovese e grillo.

    perchè quello che è giusto,è giusto….
    (ANCHE QUANDO CI VANNO DI MEZZO GLI STESSI SINISTRATI che hanno portato avanti le leggi di cui parlo)
    e quello che fa schifo,fa schifo:
    e non entro nemmeno,sul discorso “colpevoli” o “innocenti”

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