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SlovacchiaRoma, 8 dic – Da Gennaio entrerà ufficialmente in vigore la legge che il Parlamento slovacco, con la maggioranza dei due terzi, pare abbia approvato pochi giorni fà, tra fine Novembre e inizio Dicembre. Si tratta di un emendamento alla legge sulla libertà di religione e la posizione delle chiese e degli enti religiosi all’interno del paese. Il disegno di legge, presentato da un deputato del Partito Nazionale Slovacco, nasce con l’obiettivo di prevenire la registrazione di presunti enti e comunità religiose al solo scopo di ricevere sussidi statali. Eppure, secondo molti media stranieri, proteggere le finanze pubbliche dagli abusi è solo un pretesto per mascherare un altro obiettivo, ovvero quello di limitare il più possibile la presenza islamica in territorio slovacco.

Con l’entrata in vigore di questa legge, le chiese per poter essere inserite nel registro nazionale non dovranno più contare 20.000 membri adulti, ma 50.000. La registrazione permette di ottenere finanziamenti e di poter aprire proprie scuole.
Secondo gli ultimi censimenti i musulmani in Slovacchia sarebbero circa 2.000, anche se la fondazione islamica assume siano 5000. Numeri che comunque vieterebbero ai musulmani la possibilità di ricevere finanziamenti o di avere una moschea riconosciuta all’interno del paese. Già tempo fa la Slovacchia, come l’Ungheria, aveva ricevuto numerose critiche per la chiara decisione di non accettare la quota di immigrati che Bruxelles aveva imposto agli stati europei. Il premier Robert Fico, del partito Smer-SD (Direzione- Socialdemocrazia), nell’agosto 2015 aveva affermato che il suo paese sarebbe stato disposto ad accettare solo una piccola parte di rifugiati di religione cristiana. Sia il primo ministro che il ministro degli Interni Robert Kalinak avevano infatti sottolineato la potenziale minaccia che poteva comportare una politica di accoglienza, non potendo avere certezza né su chi sono e da dove vengono e non potendo escludere che tra di loro vi fosse qualche potenziale terrorista.

All’inizio dell’anno, Fico aveva dichiarato di voler impedire una “comunità musulmana compatta in Slovacchia”, affermazione che gli costò una denuncia. Aveva inoltre affermato, nell’ambito delle misure antiterrorismo, di voler tenere monitorato ogni membro della comunità musulmana nel Paese. In un’intervista a Tasr, pubblicata su “Buongiorno Slovacchia”, il premier aveva affermato che interesse del Paese è preservare le proprie tradizioni e di non volere “qualche decina di migliaia di musulmani in Slovacchia che a poco a poco promuoveranno la loro cultura”, rimarcando il carattere del proprio paese “basato su una tradizione cirillo-metodiana che vige qui da molti secoli”.
In conclusione, Fico parla chiaro, senza peli sulla lingua: “se qualcuno dice che la Slovacchia può ospitare culture diverse, va contro l’essenza del paese…Siamo onesti con noi stessi e diciamo ad alta voce che non possiamo prendere questa strada”.
Per queste dichiarazioni il premier Slovacco fu messo sotto esame dal Partito Socialista Europeo, di cui il suo partito fa parte, uscendone comunque indenne.

Al di là di tutto, delle critiche, del pensiero benpensante e politicamente corretto, il presunto disegno di legge approvato più che un provvedimento contro la cultura islamica, funge semmai da strumento in difesa delle proprie radici, in un contesto europeo in cui l’essere orgogliosi della propria identità è diventato una colpa; inoltre appare un chiaro mezzo per rendere meno appetibile la Slovacchia a coloro che con i precetti islamici hanno nulla in comune, ma li utilizzano quale portabandiera in un’Europa sempre più incline alla vuotezza e quindi più sensibile alle influenze esterne.
A tutto ciò la Slovacchia si oppone e lo fa con la forza della loro storia, della loro cultura e della loro tradizione.

Edoardo Martino

7 Commenti

  1. certo è che il comunismo -quello vero brutto e cattivo non quello nostrano in stile Capalbio- ha fatto decisamente meno danni alle nazioni europee che l’hanno dovuto subire (al loro profondo tessuto culturale ed umano)….che non quella cacata simil-libertaria che ha “bruciato” moralmente altri Paesi.

    Ormai il futuro e l’ultima speranza dell’Europa è nelle mani di questi Popoli; per averne riprova basta farsi un giro per “Londra” magari nel centrale quartiere di Tower Hamlets per capire come si inizia e come si va a finire nel giro di pochi anni, a meno di non aver bisogno davvero di provare il brivido etnico di trovarsi a Baghdad o Islamabad avendo il Tower Bridge alle spalle…

  2. Bravo nemesi, condivido ancora.
    Aggiungo un messaggio ai vari morocchini e negroidi in Ialia:
    TAKE THE KAMEL AND COME BACK TO HOME.

  3. Condivido con Nemesi che alla fine dei giochi, il capitalismo becero anglo-americano imperante in europa ha fatto molti più danni del cattivo comunismo vecchio stampo, che pure non sopportavo!
    Questi paesi hanno conservato, perlomeno, un sano spirito di sopravvivenza che contraddistingue il genere umano.
    Viceversa il capitalismo nostrano, con il finto benessere materiale, ha destrutturato l’individuo rendendolo incapace di riconoscere il Bene dal Male.

  4. finalmente qualcuno ha capito che questa èun’invasione per motivi economici . l’ottanta % di coloro che arrivamano in europa non fugge da nessuna guerra, non è perseguitato politicamente ma quel che è peggio e che per farsi capire si usano mediatoiri culturali che provengono dai loro stesse paesi che ,per non farlii espellere, dichiarano falsamente situazioni comedetto sopra. è cosi possono accedere a tutti quei benefici che in realtà non gli spetterebbero. cosi gli italioti vengono derisi e beffati. viva l’italia dei fessi ! 1