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putin-seagalRoma, 3 nov – Si vociferava da qualche anno, alla fine è successo: Vladimir Putin ha concesso la cittadinanza russa all’attore americano Steven Seagal. Lo ha annunciato il Cremlino sul suo sito internet ufficiale. “È uno dei maggiori leader mondiali viventi, lo considero mio amico e vorrei considerarlo mio fratello”, aveva detto qualche anno fa l’attore ed esperto di arti marziali riferendosi a Putin.

Un anno fa si disse addirittura che Putin avesse scelto l’attore come intermediario tra Russia e Stati Uniti e console onorario in California e Arizona. Ai tempi della crisi sulla Crimea, Seagal (i cui avi sono ebrei di origine russa) ha pubblicamente sostenuto la politica del “fratello” Putin nei confronti dell’Ucraina, bollando invece come “idiota” quella di Obama. In una intervista al quotidiano governativo Rossiskaia Gazeta, inoltre, Seagal aveva definito “molto ragionevole il desiderio di Putin di proteggere i russofoni di Crimea, i loro beni, e la base russa di Sebastopoli”. Parole di miele erano state riservate all’inquilino del Cremlino: “È uno dei maggiori leader mondiali viventi, lo considero mio amico e vorrei considerarlo mio fratello”.

Putin e Seagal erano avevano anche inaugurato insieme una palestra di sambo (arte marziale di origine russa) a Mosca. Del resto il leader del Cremlino è un appassionato di arti marziali ed è cintura nera di judo, elemento che ha facilitato la confidenza con l’attore americano.

Giuliano Lebelli

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2 Commenti

  1. appartengo ad una generazione in cui la “Russia” in realtà l’URSS e/o Patto di Varsavia era un nemico assolutamente credibile quanto temibile: l’invasione di Praga del 1968 o quella dell’Afghanistan del 1979 le abbiamo vissute in diretta,cosi come l’esplosione di quella merda di centrale a Chernobyl…quindi non stiamo parlando di aria fritta (se non dalla radiazioni). E’ incredibile come qualche decennio dopo la Russia si presenti come l’ultima speranza dell’Europa (tutt’altra cosa rispetto alla UE) agganciata ancora ai Valori autentici dell’uomo mentre noi li archiviamo anche esteticamente: abbiamo i nostri soldati con le “cigliette” sottili sottili (pinzetta ormai in dotazione con gli anfibi credo) e con questi per andare scelleratamente dietro ad un Obamba vorremmo fare guerra agli Spetsnaz…

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