Roma, 31 mar – Mentre infuria la guerra in Ucraina, la Russia lancia il guanto di sfida – al momento prettamente diplomatico – a Stati Uniti e Nato anche nell’Asia centrale. Mosca “considera inaccettabile la presenza di qualsiasi infrastruttura militare statunitense o Nato nei paesi dell’Asia centrale al confine con l’Afghanistan”. E’ quanto affermato dal ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, citato dall’agenzia Tass.

Lavrov contro Usa e Nato nei Paesi vicini all’Afghanistan

Con tutta evidenza la Russia ritiene inaccettabile la presenza di Usa e Nato in particolare nelle repubbliche ex sovietiche dell’Asia centrale, considerandole sempre “sfera di influenza” di Mosca. Durante la terza conferenza ministeriale dei Paesi confinanti con l’Afghanistan (Russia, Cina, Iran, Pakistan, Tagikistan, Turkmenistan e Uzbekistan), il ministro russo ha inoltre attaccato “tutto l’Occidente”, giudicando “direttamente responsabile dell’attuale situazione umanitaria e del deplorevole stato dell’economia afgana”. Di conseguenza, secondo Lavrov, “dopo vent’anni di presenza militare della Nato accompagnata dal fallimentare esperimento dell’imposizione di ricette e valori alieni”, è lo stesso Occidente a doversi assumere “l’onere finanziario di far superare la crisi e stabilizzare la situazione“.

Mosca accredita il primo diplomatico talebano

Ma il ministro degli Esteri russo non ha soltanto colto l’occasione per fotografare la drammatica realtà afgana, puntando il dito contro le evidenti colpe occidentali. Ha difatti colto l’occasione anche per iniziare a ritagliare alla Russia un ruolo di primo piano nella delicata partita. Prima con una “lisciata” nei confronti dei talebani che governano Kabul: “Si può affermare che, nonostante la mancanza di esperienza di governance, le restrizioni finanziarie ed economiche e le pressioni politiche e diplomatiche da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati – ha detto Lavrov – la nuova amministrazione dell’Afghanistan sta riuscendo a mantenere a galla lo Stato“. Per poi annunciare che “il primo diplomatico afghano, arrivato a Mosca il mese scorso ed inviato dalle nuove autorità, ha ricevuto l’accreditamento dal ministero degli Esteri russo“, ha detto Lavrov. Tutto questo nonostante il movimento talebano sia tuttora considerato fuorilegge in Russia.

La Cina punta a “ricostruire” l’Afghanistan

Durante il vertice dei Paesi confinanti con l’Afghanistan, apertosi oggi a Tunxi, in Cina, è arrivato anche il messaggio di Xi Jinping. Il presidente cinese ha sollecitato “la creazione di un consenso e di un coordinamento comune degli sforzi per sostenere il popolo afghano nella costruzione di un futuro migliore”. Per Xi Jinping è necessario cooperare e assicurare lo sviluppo dell’Afghanistan, perché “è un vicino comune e un partner di tutti i Paesi partecipanti, tutti formiamo una comunità con un futuro condiviso, legata dalle stesse montagne e dagli stessi fiumi che si alzerebbero e cadrebbero insieme”. Evocativa prospettiva a cui il presidente cinese ha aggiunto la necessità di lavorare alla “ricostruzione” dell’Afghanistan. Un Paese “pacifico, stabile, in via di sviluppo e prospero è l’aspirazione del popolo afghano ed è anche nell’interesse comune dei Paesi regionali e della comunità internazionale”. E ancora: “L’amicizia e il buon vicinato” sono valori inestimabili.

Eugenio Palazzini

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