Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 15 ago – Nella Repubblica Democratica del Congo meno del 10% degli abitanti ha accesso all’energia elettrica. Questo crea grandi ostacoli allo sviluppo, perchè impedisce di costruire raffinerie che permettano di aggiungere valore ai minerali di rame e cobalto che sono estratti. Privando così il governo di potenziali rilevanti entrate. Una situazione ovviamente insostenibile già sul breve termine.



300 milioni di dollari per due centrali solari in Congo

Ecco perché la Société Nationale d’Électricité (Snel), la società di proprietà statale della Repubblica Democratica del Congo, si è impegnata a costruire nel sud est della nazione due centrali solari. Più di 300 milioni di dollari il valore dell’investimento per una capacità installata pari a 100 megawatt l’una.

Black Brain

Una delle due nuove centrali solari del Congo verrà realizzata a Kolwezi, per un costo di 148 milioni di dollari. La seconda sarà invece nella vicina località di Likasi e avrà un costo pari a 157 milioni di dollari. La costruzione di questi due siti verrà finanziata dal fondo di investimenti Green Power Capital assieme a Financial Assets e saranno operative a inizio del 2023. Con la promessa di arrivare a fornire energia elettrica a più di un milione di persone.

Leggi anche: La Repubblica Democratica del Congo riscopre la produzione di caffè

Non solo utenze private. Le centrali solari forniranno infatti energia pulita anche a molte miniere che si trovano in loco. Senza poi contare che pure le imprese della zona potranno avere dei vantaggi in termini di forniture energetiche affidabili. Questo non è il primo progetto da fonti rinnovabili di Kinshasa. Da da tempo si parla infatti di espandere la diga di Inga sul fiume Congo, che permetterebbe di costruire la più grande centrale idroelettrica del mondo. Un progetto che, tuttavia, al momento è ancora fermo a causa di insufficienti risorse finanziarie.

Giuseppe De Santis

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. Stanno testando il progresso energetico con soldi non propriamente loro? Potrebbe a noi andar bene, ma quanto meno è bene saperlo. Oltretutto la possibile parziale proprietà statale non etica, causa prima ignoranza favorente iper-corruzione, è a validità quantomeno assai discutibile.

Commenta