Budapest, 29 lug – Viktor Orban chiama a rapporto tutti i partiti della destra europea. Fare “fronte comune e unire le forze”: è questo il messaggio che giunge dal primo ministro ungherese. Obiettivi: contrastare i flussi migratori e i nemici comunisti. Messaggi forti e chiari, qualcosa cui Orban ci ha ben abituati. Si punta tutto sulle prossime elezioni comunitarie, nel 2019: rinnovamento e nuova linfa per una destra che necessita coesione.
Del resto, battaglie e priorità sono ampiamente condivise: “I leader dell’Europa sono inadeguati, incapaci di difendere l’Europa dall’immigrazione. Gli Stati europei occidentali sono non democratici”, afferma il primo ministro magiaro. “In Occidente c’è liberalismo, non c’è democrazia perché restrizioni alla libertà di espressione e censura sono diventati cosa comune”: e lo sappiamo bene. Orban rimarca il suo imprinting cristiano: “Che è illiberale, se volete, ma è anche anti immigrati, anti multiculturale, anti comunista e per un modello di vita cristiano”. In attesa dell’altrui riscontro, una cosa è certa: Viktor Orban è sempre più leader. Carismatico e analitico. Visionario e pragmatico.
Chiara Soldani

2 Commenti

  1. Povero illuso, sarà la fine della democrazia, ma a voi fascisti non importa niente del valore della vita umana; mi fate vomitare, è tutta colpa se qui rischiamo di tornare prigionieri della dittatura

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