Roma, 10 gen — Casi estremi richiedono soluzioni estreme, e nel caso che vi stiamo per raccontare la «soluzione» ha provocato un gustoso cortocircuito ad evidenziare le falle delle leggi sull’autocertificazione di genere, meglio note come «leggi trans». Protagonista è il signor René Salinas Ramos, padre 47enne cittadino dell’Ecuador che ha cambiato legalmente la sua identità di genere nel disperato tentativo di ottenere la piena custodia delle due figlie dopo la separazione dalla moglie. Nonostante si identifichi come uomo cisgender, si vesta da uomo e abbia un aspetto del tutto maschile, i suoi documenti recano la scritta «femmina» nella sezione dedicata al sesso.

Il padre cambia sesso per avere la custodia delle bambine

La decisione di Ramos è dettata unicamente dalla disperazione di non sentirsi tutelato da un sistema giudiziario che — come accade in molte, troppe parti del mondo — sfavorisce il padre e avvantaggia la madre nei casi di custodia dei figli minorenni. «In questo Paese essere un padre non è una cosa positiva, io vengo visto solo come un erogatore di denaro», ha riferito l’uomo al quotidiano online La Voz del Tomebamba. «Da questo momento sono una donna. Ora sono anche una mamma. È così che mi considero. Sono molto sicura della mia sessualità. Quello che ho cercato di fare è dare l’amore e la protezione che una madre può dare ai suoi figli».

Un’agguerrita battaglia legale

Ramos spiega di essere nel bel mezzo di un’agguerrita battaglia legale con l’ex moglie per la custodia delle due figlie, che attualmente vivono «in un ambiente violento insieme alla madre», la quale da cinque mesi gli nega di incontrarsi con loro. Nonostante la situazione di estrema disfunzionalità riscontrata a casa della donna, i giudici le permettono di tenersi le bambine. A mali estremi, estremi rimedi: così Ramos, nel tentativo di guadagnare una sorta di parità processuale nella disputa per l’affido, ha deciso di avvalersi della Legge sull’identità di genere, che in Ecuador permette ai maggiorenni di presentarsi con due testimoni per iniziare la procedura anagrafica di cambio di sesso, senza la necessità di sottoporsi a interventi di transizione o di di esibire referti medici.

Gli Lgbt frignano (quando decidono loro)

La scelta di Ramos, padre disperato, ha fatto andare su tutte le furie gli attivisti e le associazioni Lgbt di tutto il mondo che sulle piattaforme social  hanno stigmatizzato la «violazione» di quello che chiamano «lo spirito» della Legge sull’identità di genere. Peccato, un vero peccato che le schiere arcobaleno non manifestino tanta indignazione quando sono i predatori sessuali ad approfittare delle leggi sull’autocertificazione di genere per avere accesso agli spazi riservati alle donne biologicamente tali (carceri, centri antiviolenza, Spa, bagni pubblici, spogliatoi). Ma qui il protagonista è un padre, etero, cis e mosso dalla disperazione, che tenta di far valere i propri diritti. In questo caso gli unicorni sono inflessibili.

Ciudadano ecuatoriano cambió su género a femenino para luchar por la custodia de sus hijas. “Mi actuar no es contra nadie en particular, sino contra el sistema”, dijo Rene Salinas, quien renunció a su género masculino en el Registro Civil de Cuenca.

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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