Roma, 10 gen – Sbarchi clandestini record nel 2023, come riporta il Giornale. Il governo è in uno stato di totale paralisi, al netto delle comunicazioni su decreti, codici e quant’altro. Parte della stampa mainstream, dal canto suo, difende il ruolo “minoritario” delle Ong: senza dare peso alla potenza calamitica delle stesse. Ma andiamo con ordine.

Clandestini, gli sbarchi nel 2023 sono da record

Oltre 3.600 clandestini arrivati nel giro di nove giorni. Gli sbarchi nel 2023 sono già un record, per un anno ancora giovane ma partito decisamente male sotto il profilo dell’immigrazione illegale. Il governo, dal canto suo, al momento appare completamente paralizzato. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, tra lo studio di un decreto qui e un codice di condotta lì, puntando sull’inutilissima ed inesistente “solidarietà europea”, sta perdendo clamorosamente la sfida, concreta come di immaginario pubblico. Le navi arrivano, i clandestini arrivano, in quantità non inferiori al passato ma anzi, perfino superiori. E nella vita, come sempre, contano i fatti. Speriamo con tutto il cuore che arrivino presto, perché ad oggi la situazione può essere definita in un solo modo: un disastro.

L’ingenuità o complicità della stampa del pensiero unico

Dal canto suo, la stampa del pensiero unico prova a rilanciare l’immigrazionismo per vie traverse. Così fa Il Fatto Quotidiano, il quale si concentra sulla critica al governo che “se la prende con le Ong che salvano solo il 10%” dei clandestini in arrivo sulle nostre coste. Si tratta di un’affermazione ingenua o falsamente inconsapevole. Le Ong “salvano” sì una minoranza di clandestini, ma è comprovato il loro ruolo di calamita. Quando sono state fermate in modo deciso sono diminuiti in modo netto anche gli altri sbarchi generali, come avvenuto dal 2018 al 2019. Dunque, se le Ong sono a cuccia, il fenomeno subisce un arresto generale: ed è un fatto comprovato. Si parte perché ci sono le Ong a “riparare” i danni degli scafisti nella traversata: non capirlo, equivale ad essere cretini o complici. Poi, “il governo se la prende con le Ong”. In che modo, di grazia? Per ora l’atteggiamento dell’esecutivo è stato fin troppo debole, nel contrasto alle sedicenti organizzazioni umanitarie. Un discorso da salvare del pezzo sul quotidiano di Travaglio è relativo – semmai – alla maggioranza degli arrivi sia gestito dalle navi italiane: ma andrebbe criticato quell’aspetto, piuttosto che la presunta “lotta” alle Ong, visto quanto esso comunichi una sorta di “collaborazione” delle autorità nazionali alla prosecuzione e all’incoraggiamento del fenomeno.

Alberto Celletti

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