Roma, 1 apr – “Il decreto firmato dal presidente russo Vladimir Putin sul pagamento delle forniture di gas in rubli può essere annullato se cambiano le condizioni“: a chiarirlo è il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Precisazione importante, “le forniture di gas russo non saranno interrotte se i clienti non confermeranno il pagamento in rubli entro il 1° aprile, cioè oggi, quando entra in vigore il decreto firmato ieri da Putin” Così Peskov ai giornalisti, come riporta l’agenzia russa Tass.

Peskov: “Decreto su pagamento gas in rubli può essere annullato se cambiano le condizioni”

“La situazione è la seguente – chiarisce Peskov -: ieri mi è stato chiesto da molti se la mancanza di conferma in rubli significa che le forniture di gas saranno interrotte a partire dal 1° aprile. No, non è così, e il decreto che è stato firmato e pubblicato ieri non lo stabilisce. Il pagamento delle forniture attuali non si fa oggi, si fa alla fine della seconda metà del mese, ad aprile o anche all’inizio di maggio”, precisa il portavoce del Cremlino. In ogni caso, fa presente Peskov, “la decisione di fornire gas solo se pagato in rubli potrà essere annullata in futuro. Naturalmente, se si verificano altre condizioni, in questo caso non c’è nulla di cemento armato, ma ora è l’opzione più affidabile per la Russia”, chiarisce.

Fornitura da Russia in Europa resta regolare

Intanto il gas dalla Russia continua ad arrivare verso il resto d’Europa. Nonostante le preoccupazioni sulla possibilità di un taglio delle forniture tra tensioni per le sanzioni europee e le richieste di pagamenti in rubli, la società russa Gazprom ha annunciato che i gasdotti stanno ancora inviando gas verso ovest. Ci saranno 104,4 milioni di metri cubi di flusso di gas in Europa venerdì. Lo conferma il portavoce di Gazprom Sergey Kupriyanov, nei commenti riportati dall’agenzia di stampa Interfax. Questa è quasi la quantità massima giornaliera consentita dagli attuali contratti. Ciò significa che il gas continua a fluire attraverso il territorio ucraino, nonostante l’invasione russa.

Adolfo Spezzaferro

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