Roma, 26 set – Ricordate Sandra Muller, la paladina e organizzatrice della prima ora del #MeToo in Francia? Tranquilli, se il suo nome non vi dice niente non è affatto grave. E’ al contrario decisamente grave inventarsi di aver subito molestie e accusare qualcuno di averle compiute. Sì perché secondo i giudici transalpini, la femminista ha accusato ingiustamente il direttore televisivo Eric Brion. Il Tribunale di Parigi ha così condannato la Muller per diffamazione, rigettando la tesi della donna.

E dire che la paladina del #MeToo si era impegnata fortemente, bollando Brion come un “maiale”. La Muller aveva infatti pubblicato su Twitter un messaggio dell’uomo, accompagnandolo con l’hashtag #balancetonporc, ovvero: denuncia il tuo porco. Ma i giudici non hanno ravvisato alcuna molestia da parte di Brion e anzi hanno giudicato diffamatorio il termine “porco”, condannando la femminista a cancellare il tweet in questione.

La condanna

Visto poi che la reputazione di Brion, secondo il tribunale parigino, è stata danneggiata, i magistrati hanno inflitto alla Muller una sanzione di 15mila euro a titolo di indennizzo per i danni morali causati all’imputato. A questi la donna dovrà aggiungere altri 5mila euro di spese legali e dovrà pure pubblicare obbligatoriamente il dispositivo della sentenza sui suoi profili social nonché su due testate francesi. La paladina femminista ha comunque deciso di ricorrere in appello e intanto ha sbottato definendo “incomprensibile” e sintomatica di un “clima di regressione” la sentenza dei giudici.

Alessandro Della Guglia

3 Commenti

  1. Una volta tanto, giustizia è fatta. Spero che questa sentenza lanci un messaggio forte e chiaro alle altre future calluniatrici.

  2. ..totale 20mila euro…una sciocchezza a confronto dei danni provocati e dai guadagni realizzati..e c’è pure il “ricorso”…

  3. Che gran bel movimento, questo meee – tooo!!! Posso aver goduto anch’io !… Ma hai abusato solo tuuu!!!….. 👄💋

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