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Russian President Putin speaks at a news conference after an EU-Russia Summit in BrusselsRoma, 4 apr – Una mossa per attaccare Vladimir Putin. È questa la spiegazione data dal Cremlino all’inchiesta giornalistica internazionale soprannominata “Panama Papers”, a proposito dei conti offshore dei grandi del mondo. Fra i quali ci sarebbe anche il presidente russo, citato nell’inchiesta per via di alcuni conti in paradisi fiscali che sono ritenuti collegabili a lui. Il portavoce del Cremlino Dmitri Pescov dichiara che gli autori di questi servizi “inventano ciò che scrivono” e riconduce tutto all’alto livello di “putinofobia” raggiunto fuori dalla Russia. “Il vero obiettivo era Putin”, assicura Peskov, “nonostante siano stati coinvolti altri leader mondiali”. Mosca, quindi, attacca frontalmente il team di giornalisti internazionali che ha confezionato lo scoop: “A Mosca sappiano bene chi fa parte di questa cosiddetta comunità giornalistica. Ci sono molti giornalisti la cui occupazione principale non è il giornalismo. Ci sono molti ex rappresentanti del dipartimento di Stato, Cia e altri servizi speciali. In Russia si sa chi finanzia questi giornalisti e la loro metodica è abbastanza prevedibile”.



Il “filone russo” dell’inchiesta “Panama Papers”, pubblicato da Novaya Gazeta, è pieno di nomi importanti della politica russa, anche se il fatto di avere conti offshore non ha necessariamente rilevanza dal punto di vista legale. Detto questo, nei file spunta la moglie dello stesso portavoce di Putin Dmitri Peskov, Tatiana Navka, il figlio del ministro per lo Sviluppo Economico Alexei Ulyukayev, l’ex moglie del vice sindaco di Mosca Maxim Liksutov, il nipote del segretario del Consiglio di Sicurezza della Russia Nikolai Patrushev, il figlio del vice ministro dell’Interno Igor Zubov nonché governatori e deputati.

Giuliano Lebelli



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