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Roma, 29 ago – Mentre l’Isis-K fa strage a Kabul e nel resto della nazione asiatica si proclama la rinascita dell’Emirato islamico, c’è una parte di Afghanistan che ancora resiste. Parliamo della regione del Panshir, già protagonista della resistenza all’invasione sovietica prima e al regime dei talebani dal 1996 al 2001 poi. E che non sembra avere intenzione di arrendersi al ritorno di questi ultimi al potere.



I talebani tagliano internet e telefono: Panshir completamente isolato

L’area, situata nel nord-est della nazione, è di fatto accerchiata da settimane. I talebani, riferiscono fonti locali riportate dall’emittente inglese Bbc, avrebbero in questi giorni tagliato inoltre ogni via di comunicazione, sia internet che telefonica. Il Panshir, insomma, è isolato dal resto del mondo come non mai.

Si stringe così la morsa attorno ai ribelli. Presenti peraltro non solo nei sette distretti del Panshir: anche la confinante provincia di Baghlan non si trova sotto le mani del governo guidato dal mullah Abdul Ghani Baradar. Una situazione che sembra replicare quella successiva al 1996, quando il Fronte islamico unito per la salvezza dell’Afghanistan (più noto in occidente come “Alleanza del Nord”) aveva il controllo di una vasta area nel settentrione di Kabul.

Gli uomini di Massud jr: “Siamo migliaia pronti a combattere”

Proprio in queste settimane molti dei protagonisti di quel periodo sono tornati in attività. Tra essi Ahmad Massud, figlio del più noto Ahmad Shah Massud: “Non cederemo mai” aveva annunciato pochi giorni fa l’erede del leone del Panshir.

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Stando ad alcuni numeri circolati, sarebbero almeno 9mila i combattenti pronti ad imbracciare le armi. Da Kabul i toni sembrano distensivi, tanto che un portavoce dei talebani avrebbe escluso almeno per ora la possibilità di un conflitto. Dichiarazioni che si scontrato però con le notizie di ultimatum lanciati nei confronti della regione insorta.

Nicola Mattei

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