Il Primato Nazionale mensile in edicola

Parigi, 25 feb –  L’ultimo cinema a “luci rosse” della capitale francese chiude i battenti.
Maurice Laroche, parigino settantacinquenne e storico proprietario del Cinema Beverly depone “le armi” e si arrende allo strapotere dello streaming.
E così per citare un’espressione cara ai cugini d’oltralpe, si consuma una nuova petit mort del vecchio mondo (la “piccola morte”, sinonimo di orgasmo) che non ha nessuno spasmo divertente.
Maurice  iniziò a lavorare come proiezionista nella sala “hard” nel lontano 1983  quando ancora gli affari andavano “a gonfie vele”. Col tempo e col duro lavoro è riuscito a comprare tutto il cinema.
“In realtà – racconta il vecchio Maurice – non ero un grande appassionato del genere, amavo tutto il cinema e qui ci sono finito un po’ per caso”.

Ma il Cinema Beverly  è stato da lui trattato come un figlio per 36 anni, col suo ricco assortimento di pellicole erotiche ormai introvabili.
Rimaneva – nonostante la serrata competizione delle piattaforme di streaming hard che forniscono sempre più generi dai più “classici” ai più “assurdi” – un luogo di ritrovo per gli appassionati, una sorta di sala d’essai.

Chi ancora era affezionato alla visione di un film per intero – e non di un video di pochi minuti da “skippare” per passare subito ad un altro – il Beverly aveva sempre offerto un catalogo di qualità e sostanza con titoli dal giocoso sapore d’antan come “La direttrice senza mutande”, “Le infermiere del piacere” e “Lolo la benzinaia”. E non si trattava solo di vecchi appassionati, ma anche di giovani e prestanti uomini presi dalla passione per il vintage (e anche, ça va sans dire, per qualcos’altro).

Ora la nutrita schiera di fan si litiga le spoglie mortali del Cinema Beverly: dalle pizze con la pellicola alle sedie o, ad esempio, al proiettore originale.
Uno degli adepti del cinema di Maurice ricorda gli anni passati nel buio delle sue sale: “Questo è stato l’unico posto dove i minori davvero non avevo accesso al porno. Anche i ragazzini di 11 anni oggi guardano i video su YouPorn, da noi era impensabile”.

Il Beverly era ormai l’icona di una Parigi che non esiste più inghiottita dalla bulimia sessuale che, foraggiata dai migliaia siti “contenitori” di video porno, non lascia tempo alle sensazioni ed è sempre più consumistica: il proibito, qualora aveste ancora dubbi, non esiste più.

Ilaria Paoletti

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta