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L’ipocrisia di Hollywood: “Abbattete i muri”, ma gli Oscar sono “blindati”

by Chiara del Fiacco
6 comments

Hollywood, 25 feb – Le celebrità di Hollywood sono tutte d’accordo: bisogna abbattere i muri, aprire i porti, costruire ponti; unire, non dividere, vivere tutti insieme in armonia, ricchi e poveri, belli e brutti, bianchi, neri, messicani e via dicendo. Proprio come i nostrani radical chic che pontificano dai loro lussuosi appartamenti in centro o dai loft di New York, su come noi, bruti ignoranti e pieni di pregiudizi dovremmo comportarci, il diktat del vivre ensamble vale per tutti tranne che per loro.

Milionari in smoking

La novantunesima edizione dell’Academy Awards si è fatta particolarmente notare per la massiccia presenza di guardie del corpo, agenti di sicurezza, metal detector, barriere, cancelli, muri, all’interno dei quali le graziose attrici, dopo averci ammorbato con il rituale #metoo, #nonunadimeno, #Weinsteinboia, si sono unite in coro per condannare le frontiere, i confini e i muri.
Le precauzioni per fare entrare solo milionari in smoking e abito da gran gala, però, sono curiosamente accettate, così come il muro di Gaza, che non provoca alcun disagio o imbarazzo nel tempio dell’intrattenimento e del politicamente corretto.
Tutto ciò stabilito da un grande Altro che impone la disgregazione della società e del suo nucleo centrale, la famiglia, la sostituzione di un’etica eroica e fondatrice con il materialismo storico, l’immigrazione/emigrazione di massa e la rinuncia al sacro; un rullo compressore che tutto abbatte, livella, annulla, appiattisce, valido per il mondo interno tranne quella minima parte che invece mantiene intatta la sua forma primordiale. Finita la notte degli Oscar, la serata continua in feste esclusive, private, trincerate e protette, il cui accesso sarà vietato a tutti i bianchi, neri, messicani e asiatici straccioni che vanno bene solo per essere vituperati o esaltati in pubblico, complice qualche lacrima ben studiata e il solito film paraculo con il sassofonista nero, i razzisti dell’Illinois, il bianco penitente e via piangendo, che, guarda caso, vince l’Oscar.

Chiara Del Fiacco

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6 comments

Piero 25 Febbraio 2019 - 6:25

Chiediamoci come mai la “Hollywood society” presenti una percentuale di alcolizzati, drogati e depravati così alta…

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Commodo 25 Febbraio 2019 - 6:32

Tutto scritto nei “protocolli” , il degrado è per tutti!… Tranne che per loro!…..

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Raffo 25 Febbraio 2019 - 8:43

Questi milionari,spesso ignobili pervertiti, si dovrebbero vergognare di dare lezioni alla gente comune,dalle loro ville a cinque stelle o grand hotels superior……….sono indegni ed ipocriti, sicuramente mezzi analfabeti arricchiti………non contano un emerito cazzo e grazie al mezzo televisivo preferiscono le solite quattro stronzate buoniste……..auguri.

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Fiorella 26 Febbraio 2019 - 12:09

Abbattiamo gli scandalosi privilegi dei soliti cretini ricchi e viziati. Abbiamo dimenticato il muro di Berlino? Quello sì che era un Muro.

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Fiorella 26 Febbraio 2019 - 12:13

Abbattiamo i muri dell’ipocrisia, e insieme quelli delle mega ville dei sopravvalutati idioti criptocomunisti.

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L'ipocrisia di Hollywood: "Abbattete i muri", ma gli Oscar sono "blindati" | NUTesla | The Informant 26 Febbraio 2019 - 4:05

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