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primo turno franciaParigi, 24 apr. – A Parigi Marine Le Pen non ha perso, ha straperso. È arrivata ultima, raccogliendo solo il 5% dei consensi, meno del socialista Benoit Hamon, arrivato al 10,1 per cento. Nel 2012 Marine aveva ottenuto, sempre a Parigi, il 6,2 per cento dei consensi. E anche all’epoca arrivò ultima. Parigi, la ville lumiere, la patria della grandeur francese, piena di elettori radical chic, rischia di far naufragare il sogno patriottico. E proprio a Parigi, che rappresenta un unicum nel Paese, ad arrivare primo è stato l’odiatissimo ex ministro della Finanze Emmanuel Macron, il banchiere dei Rotschild. Una città staccata dal mondo reale, insomma, dove l’eco del malessere francese sembra non essere arrivata. I risultati elettorali del primo turno delle presidenziali lo hanno dimostrato.

Un altro dato balza all’occhio se si osservano i dati demografici di Parigi. I francesi a Parigi sono pochi. Dati Insee (l’istituto di statistica francese) alla mano, già alla fine degli anni ’90 Parigi e l’Ile de France era una delle più multiculturali d’Europa, con il 37% di tutti gli immigrati francesi qui residente. E va specificato che nei censimenti in Francia non si fanno domande su etnia e/o religione. Solo sui Paesi di nascita.

Che la Francia sia terra di immigrazione è risaputo già dall’800, quando arrivarono i contadini tedeschi in fuga dalla crisi agricola. Da allora sono state molte le ondate migratorie che hanno interessato il territorio francese, e la sua popolazione, che progressivamente ha dato vita a nuove generazioni di francesi d’adozione o figli di immigrati e coppie miste. Del loro impero ai francesi è rimasta la schiuma dell’immigrazione

Se si guarda all’immigrazione islamica, poi, solo a Parigi, e area metropolitana, si stima che ci siano 1,7 milioni di musulmani. In tutta Europa il 7,6% della popolazione è musulmana, e di questi il 9% è in Francia. Al 2015 erano 6 milioni e mezzo di persone. Il 15% di loro vive a Parigi.

Cifre a cui si devono sommare gli immigrati che non sono musulmani. Complessivamente solo a Parigi le statistiche dicono che il 41,3% di quanti vivono a Parigi hanno almeno un genitore immigrato. Emblematico quanto successo al seggio della Goutte d’Or, uno dei quartieri più problematici di Parigi, quello a più alta densità di immigrati con cittadinanza francese. TSQE, era la scritta apparsa sui manifesti, e cioè “Tous sauf que elle”, che tradotto significa tutti tranne lei, Marine.

 

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