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Roma, 24 lug – Il Front national di Marine Le Pen prova a ripensare se stesso. Nonostante il record assoluto di preferenze ottenute alle presidenziali (10 milioni di voti) e l’aumento dei parlamentari conquistato alle legislative (da 2 a 8), la bionda leader del partito populista non è sembrata all’altezza al momento dello scontro con Emmanuel Macron. Mancanza di preparazione, comunicazione improvvisata, linea ideologica non chiara, mancanza di chiarezza nei confronti dei militanti e dei quadri del partito: questi i temi sul tavolo. Venerdì e sabato, a Nanterre, i dirigenti del Fn si sono riuniti a porte chiuse per discutere del futuro del partito. Sette commissioni tematiche hanno affrontato i vari nodi da sciogliere per decidere la linea del partito.

Nell’assise, due visioni del partito si sono scontrate. Da una parte il segretario Nicolas Bay, che propugna un partito più identitario, centrato sulle tematiche dell’immigrazione e comunque molto chiaro nella sua collocazione a destra. Dall’altra il vicepresidente, Florian Philippot, che da sempre pone l’uscita dall’Euro e la questione sociale come temi centrali, oltre a pensare il movimento come “al di là della destra e della sinistra”, ma aperto ai patrioti di ogni schieramento. “Sembra molto chiaro oggi – ha detto bay nella sua relazione – che le motivazioni di voto degli elettori del Fn hanno a che fare molto largamente e prioritariamente con l’identità, la lotta contro l’immigrazione e l’islamismo e la necessità di proteggere la Francia di fronte a queste minacce. Su tali questioni, il Fn ha non solo la legittimità, la precedenza e la credibilità, ma è anche unificatore, perché le sue idee sono maggioritarie nell’opinione pubblica”.

Alla fine si è optato per una soluzione di sintesi: puntare molto sulla difesa delle frontiere e rimandare la questione dell’uscita dall’Euro, da ridiscutere insieme ai militanti. Una soluzione che sembra, tuttavia, interlocutoria. La vera resa dei conti ci sarà nella consultazione dei militanti che avverrà a settembre e, soprattutto, nel congresso, previsto per marzo 2018. L’impressione è che la resa dei conti sia appena iniziata.

Giorgio Nigra

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