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Washington, 31 mag – Alla fine i dazi sono arrivati. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato l’imposizione di nuovi dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio dall’Unione Europea, oltre che da Canada e Messico. Una scelta, quella dell’amministrazione americana, che è arrivata dopo che i colloqui tra l’Europa e gli Stati Uniti non hanno prodotto un accordo commerciale alternativo.
Da domani, primo giugno, dunque, entreranno in vigore tariffe che ammontano al 25% sull’acciaio e al 10% sull’alluminio. L’ufficialità è stata data dal segretario al commercio degli Stati Uniti, Wilbur Ross, che ha così confermato le indiscrezioni della vigilia. Durante il forum Ocse ieri a Parigi, Ross ha citato la Cina come esempio positivo di come dovrebbero svolgersi i negoziati. Nel confermare le indiscrezioni di stampa relative ai dazi Ross ha dichiarato: “Noi non vogliamo una guerra commerciale. Sta all’Europa decidere se vuole varare ritorsioni. La domanda è: cosa farà Trump? Avete visto la sua risposta quando la Cina ha deciso di reagire. Se ci sarà un’escalation sarà perché la Ue avrà deciso di reagire”.
La mossa di Trump, annunciata già ieri dal Wall Street Journal è però destinata a far scoppiare una guerra commerciale con l’Unione Europea, dal momento che ci si aspetta che l’Unione Europea a sua volta imponga ulteriori dazi su prodotti americani. Pronta la risposta “Questo è protezionismo puro e semplice“, ha replicato in una nota il presidente della Commmissione Ue Jean Claude Juncker. “Non ci resta altra scelta che prendere contromisure e procedere con un ricorso all’Organizzazione mondiale del commercio e con l’imposizione di dazi aggiuntivi su una serie di importazioni” da oltre Atlantico.
La commissaria Ue al commercio Cecilia Malmstroem ha commentato così l’introduzione dei dazi, spiegando che è un “brutto giorno per il commercio mondiale”: “Abbiamo fatto tutto il possibile per evitare questo esito” aggiungendo però che “gli Usa hanno voluto usare la minaccia delle restrizioni commerciali come leva per ottenere concessioni dall’Ue, questo non è il modo in cui noi facciamo affari, e certamente non tra partner, amici e alleati di lunga data”.
Anna Pedri

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